L’umanità di Gesù, trasparenza del divino, soglia del Mistero
Con questo primo contributo, inauguro un cammino di riflessioni che ci condurrà lungo l’Avvento, fino alle porte del Natale. Gli incontri saranno proposti dal vivo, su piattaforma Zoom, per tutte le persone che si sono volute iscrivere.
Attraverso le pagine di questo giornale, accompagnerò il cammino con spunti di riflessione e approfondimento.
Un Natale insolito
Non possiamo negarlo: si avvicina uno dei Natali più insoliti della nostra vita.
La pandemia ha scombussolato ritmi, certezze, relazioni e riti.
Alcuni tra noi sono stati colpiti profondamente nella propria storia. C’è stato chi ha dolorosamente perso una persona cara senza poterla neanche accompagnare nei suoi ultimi momenti di vita. C’è stato chi ha sperimentato nella propria carne le ferite del virus, la paura di non farcela, la fame di aria e la propria invincibile debolezza. C’è stato chi ha perso il lavoro e ha visto vacillare le proprie sicurezze economiche, sentendo l’ansia salire in modo esponenziale. Molte e molti di noi hanno rinunciato a vedere volti amati, per tanto tempo.
Tutti e tutte noi stiamo lottando con l’incertezza, i timori, le fatiche. Stiamo mettendo in gioco la speranza, abbiamo scoperto risorse inattese, sentito la fragilità della nostra esistenza. E ora siamo alle porte di un Natale segnato da contraddizioni laceranti e da nuove speranze.
Pensare Dio
Abbiamo dovuto ripensare anche il rapporto con Dio. Ripetutamente invocato perché ponesse fine alla pandemia, ci ha restituito un silenzio graffiante, nel quale abbiamo dovuto fare i conti con la nostra stessa idea di Dio.
Abbiamo sentito di essere davanti a un mistero che ci supera assai più di quanto ci piacerebbe pensare.
Il mistero di Dio. L’unico Mistero che merita in assoluto la M maiuscola. Quello davanti al quale siamo sempre impreparati, forse sorpresi o addirittura sconcertati.
Nonostante i millenari sforzi della teologia per dire chi sia Dio con definizioni esaustive, Dio resta l’indicibile, l’inafferrabile, indisponibile. Non possiamo farlo entrare nella nostra testa compiutamente. C’è sempre qualcosa che ci sfugge, che ci supera, che ci spiazza.
Insomma: parlare di Dio è sempre un fermarsi sulla soglia del Mistero. Eppure non ci stanchiamo mai di giungere almeno a questa soglia, di spingere il nostro sguardo in cerca del suo volto.
È quanto cercheremo di fare anche noi, affacciandoci alla soglia del mistero di Dio senza pretese di afferrarlo. Nessuna relazione, in fin dei conti, ci permette di possedere definitivamente qualcuno.
Sosteremo su questa soglia, preparando l’incontro personale col Dio vivente che, ancora e sempre, potrà sorprenderci col suo abbraccio. Proprio come quando, attraverso l’umanità del suo Figlio amato, ci raccontò qualcosa di sé. O forse ci disse tutto, senza che noi riuscissimo a comprendere mai definitivamente.
È Gesù, nella sua umanità aperta e liberante, a essere la trasparenza più nitida e potente del divino. Giovanni nel suo vangelo ce lo conferma:
18Nessuno ha mai visto Dio; l’Unigenito Dio che è nel seno del Padre è quello che l’ha rivelato. (Gv 1,18)
Ci accosteremo allora alla soglia del Mistero passando per la porta dell’umanità di Gesù. Lo faremo leggendo alcune pagine del racconto di Luca, con attitudine orante e meditativa.
Meditazione come spazio di incontro
Cosa è la meditazione? Forse pochi termini sono carichi di significati talvolta opposti, come il termine meditare. Pensare, ripensare, tacere, svuotarsi di ogni pensiero, ascoltare spunti di riflessione… Cosa significa meditare?
La meditazione è ogni pratica capace di condurre la persona a vivere l’armonia con sé, con Dio, con la creazione e con l’umanità tutta. Per la sua qualità unificante, la meditazione ha bisogno della partecipazione di tutto il nostro essere.
Dobbiamo confessare che noi cristiani e cristiane non siamo sempre stati educati a pregare col corpo. La stessa liturgia, che tanto richiede presenza e partecipazione anche fisica, spesso per noi resta un rito meccanico, al quale prendiamo parte senza consapevolezza piena.
Il teologo Carlo Molari così si esprime in merito:
Molti cristiani hanno difficoltà a capire la preghiera silenziosa soprattutto quando è praticata con tecniche che implicano il coinvolgimento attivo del corpo e l’attenzione del respiro. Si pensa, infatti, che tali pratiche siano estranee alla tradizione cristiana. Ma le cose non stanno così.
Rientrare nel tempio interiore per cogliere la realtà di Dio non significa chiudersi in se stessi. Dio incontrato nella preghiera apre a tutta la creazione e alla storia intera.
(P. Squizzato, ed., La goccia che fa traboccare il vaso.
La preghiera nella grande prova,
Gabrielli Editori, San Pietro in Cariano [VR] 2020, pp. 53.56)
Nel nostro percorso, cercheremo di attivare la nostra fisicità, valorizzando il corpo come passaggio obbligato verso l’interiorità. Fare pace con Dio, con il creato, con gli altri e con se stessi presuppone la capacità di fare pace con il proprio corpo, con le emozioni, le sensazione e i pensieri che lo abitano.
È anche così che ci si apre allo Spirito santo. Non abita forse nel nostro corpo come in un tempio (1Cor 3,16; 6,19)?
Per introdurci a questo processo unificante, gli appuntamenti biblici di questo percorso inizieranno ponendo l’attenzione sulla nostra fisicità, secondo due direttrici.
La prima ci accompagnerà a riequilibrare il nostro corpo attraverso una tisana. Sarà per noi l’occasione di sorbire effettivamente un infuso salutare, prima o durante la riunione dal vivo. Inoltre gli spunti sulla tisana ci offriranno l’opportunità di riflettere su un aspetto della fede che, come una spezia profumata, è dotata di prodigiose proprietà sananti. Per questo, il cammino sarà segnato da una serie di “tisane della fede”.
I singoli incontri saranno poi aperti concretamente prendendo contatto concretamente con la nostra corporeità, ponendo l’attenzione sulla postura e sul respiro.
Ci prepariamo dunque agli appuntamenti dal vivo, accompagnati da queste pagine, nelle quali saranno proposte le tisane della fede e i passaggi salienti di ogni incontro online.
I passi dei nostri incontri dal vivo
Una volta rinnovata la consapevolezza fisica di essere in preghiera, inizieremo con un inno biblico preso dal Salterio di Bose (Edizioni Qiqajon, Magnano [BI] 2008).
Ascolteremo poi un testo preso dal Vangelo secondo Luca, secondo la traduzione del Nuovo Testamento della Bibbia della Riforma (SBBF-SBI, Roma 2017). Alla lettura seguirà qualche spunto di riflessione. Non sarà un’esegesi puntuale, ma la proposta di una rilettura del testo perché divenga parola per il nostro oggi. Una sintesi verrà pubblicata su questo giornale.
Un ritornello aprirà l’invocazione. Indicherò poi un gesto da compiere in un momento personale, a casa, coinvolgendo le persone che abitano con noi, se lo si desidera.
Ci lasceremo dopo aver ascoltato parole in ricerca, ossia riflessioni di donne e uomini che come noi cercano di affacciarsi alla soglia del Mistero, valorizzando la loro esperienza in ambito teologico e pastorale. Queste parole saranno prese dal volumetto scritto a più mani La goccia che fa traboccare il vaso, curato da Paolo Squizzato in questo 2020, per i tipi della casa editrice veneta Gabrielli Editori. Sono certa che i loro contributi ci accompagneranno a riscoprire il valore e il senso del dialogo orante con Dio anche in questo tempo faticoso, imparando la preghiera nella grande prova, come recita il sottotitolo del libro.
Gli appuntamenti su questo giornale
Le tisane della fede: il finocchio
Le tisane della fede: pera e cannella
Le tisane della fede: il tarassaco
Gesù: un’umanità che condivide
Le tisane della fede: la menta piperita
Le tisane della fede: la camomilla
Benedizione della tavola di Natale
Lungo questi giorni, pubblicherò i vari interventi, fino al particolare Natale di quest’anno.
Buon cammino!






