di Carolina Tuozzi
“Eravamo come piccole barche in balia della furia del maestrale. È solo grazie a lei se, per quanto forte possa soffiare il vento, stiamo imparando a cavalcare le onde.” Sono le parole di uno dei circa settecento ragazzi di strada raccolti ed ospitati sulla nave Caracciolo nei suoi quindici anni di attività nel porto di Napoli.
E’ la storia entusiasmante di un bellissimo esperimento educativo, attuato in alcune città di mare italiane dopo la grande guerra, adibendo grandi navi, ormai non più usabili per la navigazione, ad Asilo per bambini orfani e/o abbandonati, recuperati per le strade, istruiti ed avviati a diverse attività lavorative legate al mondo marinaresco. “Una casa e una scuola sul mare e pel mare”, dunque, (come la definisce appassionatamente Matilde Serao), che ha permesso a tanti scugnizzi di salvare la propria vita ed avere un futuro.

A dirigere le attività dell’esperienza napoletana una donna, un’educatrice, Giulia Civita Franceschi, che per quindici anni (1913-1928) ha vissuto anche lei sulla nave in compagnia dei suoi piccoli ospiti, coadiuvata da alcuni insegnanti elementari del Comune di Napoli e da un sacerdote, parroco di S. Maria dei Vergini, che nel tempo libero dalle attività parrocchiali ha girato incessantemente per i vicoli dei quartieri popolari alla ricerca di nuovi scugnizzi da trasformare in “caracciolini“.
“I bambini del maestrale” è un romanzo costruito a partire dallo studio di diversi documenti storici, libri, foto, diari e lettere scritte dai protagonisti delle vicende narrate (in parte riportate nel testo), che contribuiscono a rendere ancor più vividi e vicini i fatti ed i personaggi di cui si parla.
Il racconto è costruito sull’alternanza fra la narrazione della vita dei “caracciolini“, con le loro difficoltà, i loro sogni, i loro grandi progressi, circondati dall’affetto e dalle competenze educative che consentono loro via via di uscire dalla condizione di povertà estrema da cui provengono, e la storia invece di Felice, personaggio inventato, che rappresenta un po’ tutti quegli scugnizzi che, non avendo potuto vivere tale esperienza, non ce l’hanno fatta. Il volume, grazie alle singole storie dei ragazzi, aiuta il lettore a comprendere quale fosse la condizione dei minori di strada a Napoli dopo la prima guerra mondiale: povertà, emarginazione, solitudine, sfruttamento, violenza ed analfabetismo. Si toccano quasi con mano la mancanza di una famiglia (vivere con una sorella ed un travestito, che “chiamavamo a zi”, entrambe dedite alla prostituzione); il non avere un cognome (“mi chiamo Totonno e basta”); il non conoscere la propria data di nascita; vivere per anni con gli stessi indumenti che non crescono con te; il non riuscire a lavarsi per mesi; immaginare il profumo di un tarallo sbocconcellato adocchiato sul marciapiede come “il profumo del paradiso”.
Ci si scontra anche con alcuni effetti concreti dell’ignoranza, scaturita dalla povertà estrema, che porta ad essere in balia degli eventi che non si capiscono e degli sconosciuti. Felice, ad esempio, non conosce il significato del termine “deceduta” e non capisce, dunque, che non rivedrà mai più la madre, vivendo nella speranza di veder tornare prima o poi l’unico affetto della sua vita. La zia, infatti, gli ha detto che “deceduta” significa essere stata assunta a servizio giorno e notte presso una lontana famiglia benestante. Solo dopo tanto tempo Felice, per liberarsi definitivamente del dubbio, si riduce a chiedere il reale significato della parola ai passanti in strada.
Immersi in tali dure esperienze di vita, i lettori riescono ad apprezzare ancor di più il valore del metodo educativo sperimentato progressivamente sulla nave Caracciolo, volto allo sviluppo dell’autonomia e del pensiero critico dei ragazzi ed al rinforzo e/o alla ricostruzione della loro autostima. Tali obiettivi vengono raggiunti partendo innanzitutto dall’abolizione del folkloristico termine “scugnizzi” usato per definirli e definirsi, passando per l’incontro/confronto con gli ospiti illustri, fino alla breve autobiografia della propria vita che gli allievi erano incoraggiati a scrivere.
Sulla nave vi era la condivisione delle storie personali di tutti e dei lavori quotidiani, come in una vera grande famiglia e si lavorava per stimolare l’interesse e la curiosità di apprendere. I caracciolini studiavano imparando contemporaneamente e progressivamente a governare una nave, nella piena attuazione del principio pedagogico dell’imparare facendo, che tanto apprezzerà anche Maria Montessori.
Il fascismo, purtroppo, metterà fine a tale gioiello educativo, assorbendo la “scuola” Caracciolo nell’Opera Nazionale Balilla, ma per quei settecentocinquanta caracciolini essa ha fatto sicuramente la differenza.
(Foto di Carolina Tuozzi)
Nave scuola “Matteo Caracciolini”, storico bialbero in legno degli anni ’70, restaurato con l’aiuto dei ragazzi a rischio di devianza della città di Napoli, nell’ambito del progetto “Mestieri del mare – “Scugnizzi a vela”. Nato dall’accordo fra Marina Militare e Dipartimento della Giustizia Minorile, attuato grazie alla Lega Navale Italiana, il progetto è ispirato all’esperienza educativa della Nave asilo “Caracciolo”.
(Foto di Carolina Tuozzi)
Libro: I bambini del maestrale, di Antonella Ossorio, Neri Pozza Editori, 2023.
Dettagli
- Autore: Antonella Ossorio
- Editore: Neri Pozzi Editore
- Anno edizione: 2023
- In commercio dal: 20 giugno 2023
- Pagine: 384, Brossura
- EAN: 9788854527379
- ISBN: 9791255021971
- Collana: I narratori delle tavole
- Genere: Narrativa storica
- 14,50 €
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55 Commenti
Da napoletano ammetto che è una fantastica storia che nn conoscevo e devo ringraziare Carolina per questa bellissima scoperta. La sua recensione del libro è bellissima ed invoglia ad approfondire la conoscenza con la lettura del libro. Brava davvero
Mi è piaciuta molto la recensione perché ho avuto la sensazione di essere immerso nei racconti dell’autore tra i vicoli della città e la nave scuola. Non conoscevo questa storia di amore e passione per i più piccoli della città. Grazie per avere offerto la possibilità di conoscerla. Libro da leggere.
Una storia che non conoscevo. La descrizione del libro, fatta con tanta passione ed entusiasmo, accende il desiderio di leggerlo immediatamente.
Veramente interessante. Un aspetto della vita della nostra città poco conosciuto, ma che mostra ancora una volta il fermento culturale e umano che ha sempre caratterizzato Napoli. Lo leggerò certamente
Incredibile storia che appassiona ancor prima di acquistare il libro che senz’altro farò.
Grazie per aver riportato alla luce un esperimento e acceso i rifkettori su un pezzo di storia cosi importante della nostra Napoli.
Attraverso la tua splendida recensione su questo bellissimo libro, che parla dei “caracciolini, ho avuto la possibilità di conoscere un’altra delle tante storie del coloratissimo quartiere della Sanità
Magnifico racconto di uno spaccato della storia di Napoli e dell’esempio che è stata per l’ennesima volta, all’avanguardia, nell’educazione e nel recupero di una società allo sbando. Lo comprerò sicuramente
Bravissima Carolina Tuozzi per avere descritto direi “poeticamente”, facendoci toccare con mano, le vicende e i personaggi di uno dei libri più belli che abbia mai letto… capolavoro di Antonella Ossorio ❣️
Davvero complimenti, non è una cosa per niente facile sviluppare immagini inerenti una specifica narrazione. In questo caso è uno splendido connubio.
Da una persona così sensibile e speciale non poteva che essere una recensione coinvolgente,da leggere assolutamente.
Una lettura veramente interessante, belle foto, ti faccio tantissimi complimenti
Bella recensione ed interessanti fotografie. Carolina non delude mai e ti incuriosisce sempre. Conoscere il passato e gli avvenimenti importanti che hanno catterizzato la nostra Napoli è sempre un’occasione da non trascurare.
L interessante articolo di Carolina Tuozzi sul romanzo ‘I bambini del maestrale’ descrive con accuratezza il magnifico esperimento didattico portato avanti per piccoli scugnizzi, orfani e/o abbandonati napoletani usando, negli anni dal 1915 al 1920 circa, navi in disuso come vere e proprie scuole Si intuisce lo scopo dell autrice del libro A. OSSORIO di evidenziare l importanza del progetto, non noto a tutti, e quindi alla nascita dei Caracciolini.
La descrizione dei vari passaggi, da parte dell autrice dell articolo, con un linguaggio chiaro e comprensibile stimola e invita alla lettura del libro.
Interessantissimo, senz’ altro da leggere soprattutto per chi lavora tutt’ ora in contesti educativi difficili. Bellissime le foto, acquisterò sicuramente il libro
Queste foto illustrano a meraviglia he pagine del libro che ho divorato. Brava bravissima Carolina che attraverso le tue foto susciti tante emozioni.
È importante ricordare che non si può scrivere o fotografare pensando che tutto sia già stato scritto e fotografato. La passione e l’attenzione permetteranno sempre di fare materia viva di immagini e racconti. Credo che questo lavoro colga nel segno
È importante ricordare che non si può scrivere o fotografare bene pensando che tutto sia già stato scritto e fotografato. La passione e l’attenzione permetteranno sempre di fare materia viva di immagini e racconti. Credo che questo lavoro colga nel segno
Bellissimo lavoro foto stupende ..
Notevole
Questa mattina Carolina Tuozzi mi ha fatto un bellissimo regalo.
Grazie a lei ho due motivo in più di sentirmi orgogliosa, come donna e come cittadina campana. Col suo articolo Carolina mi ha trascinato in un mondo che non immaginavo e che attraverso le sue parole avrei a tratti sfiorato e in altri sentito come lividi sulla pelle. Commozione vera. L’ho ringraziata per ciò che ho conosciuto attraverso le sue parole e ciò che ho visto attraverso le sue toccanti fotografie, che sono testimonianze vere e proprie. Magistralmente presenta questo libro, grande la foto di copertina, davvero! Complimenti all’autrice Antonella Ossorio, che nel suo romanzo “I bambini del maestrale” si occupa di un tema tanto greve e profondamente delicato.
Abbiamo spesso una visione superficiale di ciò che è la nostra storia e ignoriamo il vero vissuto di chi subisce i soprusi di una cattiva sorte e di chi si adopera per regalare loro una carezza anche tra mille problemi, come appunto fa la signora Giulia Civita Franceschi. Il progetto della “Nave Caracciolo” è meraviglioso e sarebbe, insieme ad altri, che hanno dato un frutto o che potrebbero darlo da promuovere e approfondire. Ma spesso i governi che si susseguono non hanno a cuore la vera evoluzione della storia piuttosto preferiscono investire su ciò che più e presto incrementa il proprio potere e così queste opere preziose finiscono nel nulla. Grazie, però, alle testimonianze di chi decide di diffondere la parte bella della storia, le belle iniziative che possono farci sperare sempre e, ancora. Grazie ad Antonella Ossorio, grazie Carolina e a chi non si stanca mai di battersi per il giusto cambiamento.
Affettività e rinascita, due elementi che caratterizzano questo racconto di vita realmente vissuta. L’ assurdità della guerra, la miseria di un popolo, l’ingiustizia della vita, le differenze sociali, le difficoltà quotidiane, l’ ignoranza e la paura, fattori che hanno fatto parte di un triste passato e che ancora esistono, infine la speranza che tanto aiuta nel migliorarsi e migliorare. Esperimento educativo che alimenta proprio quest’ ultima, la speranza, il rinascere ai valori e alla vita. La prefazione questo mi ha trasmesso e, tutto questo mi ha emozionata. Grazie.
Esempi costruttivi di volonta’ a non far soccombere le.minoranze…e pensare che oggi con tutti gli immobili statali e comunali liberi, potrebbero trovare alloggi migliaia di persone.
Bella recensione e complimenti per le fotografie, interessante mettere luce su particolari italiani sconosciuti ai piu”. Grazie
Non avevo alcuna idea dell’ esistenza di questo progetto. Ancora una volta abbiamo la prova che al di la’ di tutte le critiche che spesso vengono sollevate riguardo alle attività’ di formazione/ educazione messe in campo , questa storia rappresenta l’ emblema di quanto gia’ agli inizi del novecento , qui a Napoli, le attività’ in ambito pedagogico avessero una reale ricaduta sul territorio. Grazie Carolina per lo stile comunicativo pulito e diretto con cui hai presentato questo romanzo, da leggere sicuramente perché’ la storia che racconta ci fa onore.
Ancora una volta Carolina Tuozzi ci presenta una pagina di storia di assoluta importanza per la storia moderna.
L’autrice presenta un modello educativo di grande efficacia, meritevole di essere riproposto attualmente con maggior vigore.
Carolina conferma la sua cifra di sensibile pedagoga che ha consolidato la sua formazione in una “complessa” trincea qual è la scuola nella quale profonde le sue energie.
La documentazione fotografica corona una recensione stimolante di un testo da non perdere.
Molto bello,conoscevo già l’esperienza ammirata al “Museo del mare”,complimenti!
Foto meravigliose a corredo di una recensione che suscita tanta curiosità e interesse. Complimenti!
Ottima recensione e bellissime foto !
Foto meravigliose. Solo chi ama il mare può fermare certe suggestioni. Bravissima !
Interessante storia e bel racconto fotografico. Grazie
Complimenti per questo progetto storico ed educativo, supportato dalle bellissime foto di Carolina Tuozzi che, come sempre, evidenzia la sua competenza e la sua passione.
Memento audere semper. BRAVA CAROL!
Bellissimo sia lo scritto che le foto complimenti
Analisi profonda!
Accattivante…un altro esempio di comunità che ci serve a ricordare l’importanza di non essere soli per arrivare lontano. Ed ancora una volta ci consente di affacciarci sulle cose belle della nostra citta….Da leggere sicuramente.
Libro molto interessante che comprerò al più presto e le foto di una bellezza sconvolgente. Grazie per avermi resa partecipe di tutto questo.
È un bellissimo lavoro molto significativo. Complimenti
Splendide foto, immagini che raccontano tanto…
Una storia davvero emozionante e commovente allo stesso tempo …
Belle foto che ricordano i luoghi che furono …
Le immagini replicano alla perfezione ciò che traspare dal libro.
Bello il progetto in itinere
Congratulazioni a Carolina Tuozzi per la copertina del libro. Suggestive tutte le foto.
Una storia interessantissima e poco conosciuta.
Storia emozionante❤️
Dimostrazione che tutti possono essere salvati dando loro una possibilità
La fotografia è un’arte senza tempo e tu riesci a cogliere l attimo giusto per regalarci emozioni.COMPLIMENTI!
Senza dubbio un libro da leggere.
Vicende passate alla storia, ma allo stesso tempo futuristiche per le modalità con cui si sono attuate.
Lo comprerò; foto stupende.
Esperienza davvero tanto insolita, quanto interessante
Un libro da comprare, non solo per il vissuto raccontato, ma per le bellissime foto di Carolina Tuozzi che sanno catturare come sempre bellezza e passione per il proprio lavoro.
La testimonianza di un magnifico esperimento educativo, resa dall’autrice Antonella Ossorio, è stata qui descritta in maniera limpida, puntuale, senza concessioni a toni di polemica su quanto il “potere” abbia troncato il tentativo di investire sulle potenzialità di un giovanissimo pezzettino di “popolo”. L’autrice dell’articolo, abituata a proporci, con le sue foto, i desideri, le malinconie e tutte le emozioni che possono leggersi sui volti di coloro che, ancora oggi, la strada la vivono, è riuscita a restituire, anche in queste righe, l’immagine nitida di un tempo passato, conosciuto da tutti attraverso le più svariate testimonianze, che ci porta a fare, ancora una volta, dei paralleli con la realtà di oggi.
Mai sentito parlare dei Caracciolini,per questo la voglia di saperne di più si accende.
Grazie Carolina per aver stuzzicato la mia curiosità e incantato con i tuoi scatti
Dalla sintesi del contenuto la storia sembrerebbe molto coinvolgente e le foto di Carolina Tuozzi sono veramente molto belle
Ti ho conosciuta per caso …guardavo una tua foto ed ho pensato ” chi ha scattato questa foto deve avere un grande cuore ” poi abbiamo scambiato qualche parola e mi sei piaciuta anche come persona …queste ultime foto sono davvero toccanti!sei bravissima!un abbraccio
Mariella Di Gennaro
Il romanzo è la rievocazione di un episodio quasi del tutto dimenticato del secondo dopoguerra napoletano. La narrazione molto coinvolgente induce a profonde riflessioni umanitarie, pedagogiche, storiche persino politiche. La recensione attenta e puntuale può aiutare il lettore a cogliere i tanti spunti presenti in quella che appare solo una semplice rievocazione di un passato lontano
Davvero una storia straordinaria che non conoscevo. Complimenti a Carolina per la sua recensione del libro è davvero eccezionale e invoglia fortemente a leggere il libro.
Brava Carolina!
Bellissime foto e bravissima la fotografa❤️❤️❤️
Una storia davvero incredibile, commovente, testimonianza di una rinascita. L’istruzione è il seme della conoscenza e i bambini ne sono i custodi più importanti. Questa storia può insegnare tanto alle nuove generazioni e non solo. Bellissimo il corredo delle foto che illustrano con passione l’anima di una Napoli troppo spesso dimenticata, attraverso gli occhi di un’artista che vive in prima persona la necessità di un impegno che si racconta attraverso le immagini.
Storia che conoscevo quella dei caracciolini, per me una riscoperta resa ancora più apprezzabile dalle parole di Carolina. Libro da leggere per approfondire l’argomento.
Bravissima Carolina, ormai non ho più aggettivi e parole di elogio per sottolineare il tuo encomiabile impegno prestato al servizio di un episodio che credo sia scomparso alla memoria dei più. Le tue appassionate recensioni sono tra l’altro un importante operazione di marketing al servizio dell’autore e dell’editore. Come si fa a non acquistare il libro di Antonella Ossorio all’indomani dell’enorme carico di curiosità che trasmetti in me come in tanti altri? Complimenti ancora cara Carolina, sei davvero unica. Brava nelle recensioni, brava nel campo della fotografia, brava in tutto direi.