di Carolina Tuozzi
“Chi allucca grande dulore sente” ripete spesso sua madre per spiegare alcuni comportamenti agiti nel quartiere. E Antonio Caiafa, autore di questo romanzo, riporta fedelmente questa frase più volte nel corso del suo testo per spiegare la sofferenza della sua famiglia e della gente del Rione Sanità, operai infaticabili che raggiungono un livello altissimo di specializzazione e di qualità nella produzione di guanti esportati in tutto il mondo fra gli anni ’30 e gli anni ’70 del secolo scorso, eppure sempre ignorati dal sistema lavorativo ufficiale, in quanto lavoratori in nero.
Il romanzo costituisce in realtà un grande lavoro di recupero di storia orale, “I personaggi sono veri, i fatti sono realmente accaduti ed anche i nomi sono veri” mi dice Antonio, chiacchierando ad un tavolino di via Cristallini, a metà strada fra il palazzo che ospitava il basso – laboratorio dove sua madre è diventata esperta maestra guantaia ed il cortile nascosto di vicoletto Tronari dove è cresciuto il padre con la sua numerosa famiglia. “Ho romanzato solo i dialoghi, ma i miei genitori davvero si sono conosciuti qui, lungo questa strada”.
“Chi allucca tanto dulore sente”, ma Antonio non urla mai ed il suo romanzo non è “alluccato”. Ha le note della pacatezza anche mentre si domanda dispiaciuto: “come è possibile che di fronte ad una realtà produttiva così rilevante ed apprezzata all’estero nessuno si sia adoperato per regolarizzare questo lavoro “domestico” con una legislazione ad hoc, che ne rispettasse le caratteristiche e le specificità, garantendo a questi operai altamente specializzati una serie di diritti fondamentali?”.
Mentre seguiamo le vicende personali e familiari di Rosa e Vincenzo, i genitori di Antonio, scopriamo che nell’Annuario fascista degli anni ’30 erano censite più di cento famiglie o aziende che producevano guanti diffuse nel rione, ospitate nelle case, nei bassi, nei cortili dei palazzi. “Se pensiamo che nell’Annuario si parla di 11/12 milioni di guanti di fattura pregiata esportati all’anno”, afferma Antonio, “dobbiamo ipotizzare che circa 10.000 persone del rione vivessero all’epoca lavorando in questo settore. Stiamo parlando di una forza economico-produttiva enorme e non di un piccolo fenomeno circoscritto, la cui qualità era unanimemente riconosciuta all’estero.”
Eppure queste persone sono rimaste povere ed il rione è rimasto emarginato, in balia delle prepotenze delle poche famiglie camorriste e ingabbiato nello stereotipo dilagante all’esterno, che lo rappresentava come pericoloso, dominato dall’illegalità diffusa e connivente con la malavita. Eppure mai e poi mai qualcuno della famiglia di Antonio si sarebbe lasciato corrompere dal fascino della violenza e/o del guadagno facile, pur vivendo in ristrettezze economiche, perché votati all’ideologia del lavoro ed innamorati del proprio mestiere di artigiani.
(Foto di Carolina Tuozzi)
In questa storia corale ruolo preponderante hanno le donne, imprenditrici, maestre artigiane e madri in famiglie numerose: personaggi eduardiani che assumono su di se’ grandi responsabilità e meritano enorme rispetto. Perni sociali importanti per la sopravvivenza quotidiana di grandi famiglie allargate, tessitrici di reti sociali estese e talvolta anche autrici di azioni straordinarie per l’epoca, come scrivere un manuale di teoria e tecnica dell’arte del guanto avendo solo la quinta elementare o creare borse e vestiti del tutto originali riciclando diversi tipi di materiale.
“Memorie di una famiglia di guantai” regala al lettore il privilegio di calarsi lentamente in quei cinque chilometri quadrati che costituiscono il Rione Sanità, per incontrare alcuni dei suoi abitanti di qualche tempo fa, guardando la realtà dal loro punto di vista, per comprenderne le difficoltà di vita e capire le ragioni dei loro comportamenti.
LIBRO: Memorie di una famiglia di guantai – Edizioni Libreria Dante & Descartes, 2023.
Il blog del Rione Sanità (a cura di Antonio Caiafa)

Dettagli
- Autore: Antonio Caiafa
- Editore: Dante & Descartes
- Anno edizione: 2023
- In commercio dal: 27 Settembre 2023
- Pagine: 202 p., Libro
- EAN: 9788861572522
- ISBN: 8861572529
- Genere: Romanzi e Letterature
- 15,00 €
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25 Commenti
Un libro che fa luce su un aspetto importantissimo della storia di Napoli: l’artigianato di altissima qualità, esercitato in nero. Migliaia di uomini e donne con elevatissime capacità tecniche, che realizzavano guanti (ma anche alti prodotti di sartoria, pelletteria ecc.) anche per aziende prestigiose, ma al di fuori di ogni forma legale.
Una storia che merita di essere conosciuta ed approfondita, che fate benissimo a divulgare e recensire!
Non sorprende l’interesse e l’amore per il quartiere in cui opera Carolina. Il commento partecipato al libro recensito è coinvolgente e spinge a leggere l’opera con curiosità e interesse. Brava Carolina e bravo l’autore che fa immergere il.lettore in una realtà napoletana affascinante ma degradata. Ad maiora ad entrambi
Il libro sembra interessante. Napoli è sempre un enorme magazzino pieno di storie e personaggi da pescare all’occorrenza e questo romanzo credo abbia pescato in maniera eccellente, anche perché scritto da un punto di vista privilegio, di chi è di famiglia. E la recensione di mia sorella questo lo lascia ben intravedere e fa venire voglia di comprare il libro. Bravo l’autore e bella la recensione. Giovanni
Da sempre il lavoro nobilita l’ uomo nonostante le difficoltà e sacrifici. grande esempio di vita .
Bellissima recensione, invoglia all’ acquisto del libro.
Brava Carolina
Da leggere per passare dalla compassione ( nel senso di patire-cum) all’azione
Grande Carolina Tuozzi!
Magnifica recensione
Leggero il libro con interesse
Complimenti vivissimi a te e all’autore ❣️
Bravissima bellissima recensione complimenti
La recensione già evoca luoghi e storie di particolare fascino narrativo, più che leggerlo sembra un libro da vivere.
Lo comprerò!
Carolina, sei riuscita ancora una volta a catturare la mia sete di curiosità recensendo lo spaccato di una realtà del tempo in maniere dettagliata ed appassionata come soltanto tu puoi fare. Il Tuo repertorio fotografico a corredo di tutto ciò è davvero straordinario. Mi proietta nella realtà del quartiere Sanità che conosco poco ma che grazie a Te sto imparando ad amare e ad enfatizzare. Del resto chi megli di Te potrebbe; lo vivi sia sotto il profilo sociale che profesionale. Avanti sempre coì e grazie per le emozioni che da sempre riesci a farmi e a farci provare.
In una Napoli condizionata da sempre da gruppi camorristici, in un rione che tutti hanno decretato “malavitoso”, anche i mezzi d’informazione, si fa sentire, però, anche la voce di chi il quartiere lo conosce perché lo vive davvero. Viene fuori così una realtà: grazie all’umilta’ ed al lavoro il bene emerge sempre.
Complimenti a Carolina per la recensione e all’autore per avere descritto minuziosamente la vita di un quartiere .
Seguo Carolina Tuozzi ormai da qualche anno. Che belle le sue foto e che bel sorriso che tiene.
Io non conoscevo il Rione Sanità prima di quest’anno. L’ho conosciuto grazie alle sue foto e alla passione per il suo lavoro e per la sua città.
Un giorno vengo lì visito il Rione e salgo la via dei Cristallini fino alla chiesa. Che bellezza. Un gioiello nascosto su quella stradina. Mi fermo a pranzare da Pasquale, il titolare di una tipica bottega del Rione dove si prepara e si mangia senza menù. Fu lui a raccontarmi la storia dei Guantai. Una bella realtà. L’artigianato prezioso e incompreso. Il mestiere apprezzato ma sottovalutato da chi aveva per le mani altri tipi di arte. Peccato fare morire l’economia che vale a fronte della delinquenza e della faciloneria. Antonio Caiafa e Carolina Tuozzi diffondete una bella storia e una realtà che avrebbe potuto cambiare la sorte di Napoli. Tante piccole realtà come questa, se fatte sviluppare nel modo giusto, avrebbero donato un futuro diverso e sicuramente migliore al popolo di Napoli. Complimenti ad entrambi
Napoli ha bisogno di persone che divulgano le tante cose positive che esistevano e che esistono ancora. Un libro o la fotografia possono tranquillamente assolvere il compito. Bravissima Carolina nella sua recensione che mi ha incuriosito, ed avrà incuriosito tante altre persone, al punto di decidere l’acquisto del libro. Il rione Sanità, come gli altri quartieri storici napoletani, conserva storie che neanche immaginiamo quindi ben venga chi le porta alla luce con le parole e con le immagini.
Un impegno, il tuo Carolina, di far conoscere la tua bella Napoli e soprattutto il Rione Sanita’ nelle sue sfaccettature “colorate” e positive, prima attraverso le tue fotografie e ora tramite l’autore e la storia di questo libro.
Bravissima e complimenti ad entrambi.
Ottima recensione! Mi ha incuriosito e fatto immergere in una realtà particolare!
Bellissima recensione che ti trasporta , ancora prima di aprire il libro, nel quartiere Sanità, cuore pulsante della città di Napoli. Sicuramente leggerò il libro.
Complimenti a Carolina Tuozzi per la bellissima recensione che fa venire voglia di leggere questo libro e complimenti all’autore.
Carolina Tuozzi sa raccontare la realtà di questo quartiere attraverso le sue foto così autentiche e la sua recensione fa appassionare i lettori.
Ritratto di una Napoli sempre attuale
Recensione fantastica
Gongratulazioni all’autore che accende un farò sul lavoro delle donne e uomini fato di sudore e di grande qualità. Non mi stupisce l’interesse di Carolina Tuozzi una cara amica di vechia data di fotografare questi luoghi che raccontano luoghi pieno di vita familiare, sociale, di vicinato e di comunità, luoghi di lavoro dove si intreccia l’arte del sapere con grande sacrificio di essere valorizzati. Leggerò il libro che mi ha suscitato molto interesse. Ottima recensione merita di essere diffuso.
Sono passati anni ed alcune realtà nei nostri luoghi nn sono cambiate, ancora abbandono, ancora lavori poco apprezzati, ancora un popolo che esprime, spesso, in silenzio la sua arte. Ci definiscono il popolo dell’ ” arrangiarsi ” nn ho mai capito bene se ciò viene visto come valore o come disprezzo. Cmq ritengo il tema del libro molto interessante per capire, ulteriormente, la nostra storia e il valore della nostra arte artigiana, l’ ottima recensione di Carolina Tuozzi, ha stimolato la mia grande voglia di conoscenza.
Da giorni parlo con Carolina del fascino della Sanità.
Abito questa città da 57 anni e sono ancora tante le scoperte che si possono fare.
Con lei ho commentato, proprio ieri, di nuove scoperte che ho fatto passeggiando per i Cristallini e per i Vergini.
Vicoli, piazzette, palazzi, anfratti, Chiese, a lei già note. Un mondo per me tutto nuovo e da scoprire che ti travolge , ti sorprende e e ti incanta.
Ieri mi ha parlato di questo libro.
Non l’ho ancora letto, onestamente non lo conoscevo ma ora che lo so non me lo faccio sfuggire.
Voglio immergermi nella lettura e lo farò per due motivi.
Il primo è la curiosità in cui mi ha indotto lei con le sue parole, Sempre bravissima nelle descrizioni, dei luoghi, dei colori, delle sensazioni. Corredato poi tutto delle sue splendidi fotografie riesce proprio a farti immergere nel luogo. Il secondo è perché io la storia dei Guantai l’ho vissuta. Ho frequentato, per motivi familiari, alcune famiglie della Sanità e del Rione Fontanelle.
Famiglie alle quali sono legato da un profondo affetto. Quando riesco passo a trovarle, ed ancora oggi lavorano con grande professionalità serietà e precisione proprio nella confezione di guanti, di scarpe, di borse.
Lo leggerò per poi lasciare un ulteriore commento, però, Carolina ora bisogna che tu venga con me alle Fontanelle, voglio farti scoprire anche io qualcosa per te nuovo.
Un posto dove, se avessi avuto le possibilità, sarei andato a vivere. Capirai perchè
Da giorni parlo con Carolina del fascino della Sanità.
Abito questa città da 57 anni e sono ancora tante le scoperte che si possono fare.
Con lei ho commentato, proprio ieri, di nuove scoperte che ho fatto passeggiando per i Cristallini e per i Vergini.
Vicoli, piazzette, palazzi, anfratti, Chiese, a lei già note. Un mondo per me tutto nuovo e da scoprire che ti travolge , ti sorprende e e ti incanta.
Ieri mi ha parlato di questo libro.
Non l’ho ancora letto, onestamente non lo conoscevo ma ora che lo so non me lo faccio sfuggire.
Voglio immergermi nella lettura e lo farò per due motivi.
Il primo è la curiosità in cui mi ha indotto lei con le sue parole, Sempre bravissima nelle descrizioni, dei luoghi, dei colori, delle sensazioni. Corredato poi tutto delle sue splendidi fotografie riesce proprio a farti immergere nel luogo. Il secondo è perché io la storia dei Guantai l’ho vissuta. Ho frequentato, per motivi familiari, alcune famiglie della Sanità e del Rione Fontanelle.
Famiglie alle quali sono legato da un profondo affetto. Quando riesco passo a trovarle, ed ancora oggi lavorano con grande professionalità serietà e precisione proprio nella confezione di guanti, di scarpe, di borse.
Lo leggerò per poi lasciare un ulteriore commento, però, Carolina ora bisogna che tu venga con me alle Fontanelle, voglio farti scoprire anche io qualcosa per te nuovo.
Un posto dove, se avessi avuto le possibilità, sarei andato a vivere. Capirai perchè
Una porta aperta dalla quale entra tanta luce.. laddove a volte il sole non arriva basta l’amore e la passione per cambiare la vita …
Più che una recensione è un articolo, meglio un reportage che proietta il lettore in un contesto caratteristico e ricco di storia. Il Rione Sanità torna ancora protagonista con la sua gente, le sue vicende, la sua vitalità intessuta di dramma.