I riti del Natale
L’Avvento cede il passo al Natale. E il Natale ha una sua magia fatta di piccoli e grandi riti. Non solo religiosi, chiaramente. Ci sono i riti enogastronomici, che esigono le pietanze della tradizione e apprezzano le innovazioni golose. Ci sono i riti dei gesti familiari, vissuti fin dall’infanzia.
Ci sono poi le rituali trasmissioni televisive che scandiscono i giorni santi. Oltre agli imbarazzanti cinepanettoni distanti anni luce dal senso del Natale, ci sono le riproposizioni storiche della nascita di Gesù, talvolta non meno imbarazzanti.
Una serie tv natalizia
Quest’anno però abbiamo avuto fortuna e, già lungo i giorni dell’Avvento, abbiamo avuto come compagna di viaggio una serie natalizia fatta davvero bene e perfettamente sintonizzata con i temi del Natale del Signore Gesù.
Mi riferisco alla serie tv Blanca, che Rai 1 ha proposto in prima serata nelle ultime settimane. Diretta da Jan Michelini, la serie è liberamente tratta dai romanzi dalla scrittrice napoletana Patrizia Rinaldi.
Il Natale secondo Blanca
Cosa ha di natalizio Blanca? Assolutamente tutto! Certo, se vi aspettavate cammelli, stelle comete, pastori e spietati regnanti, avrete una brutta delusione. Ma il Natale ha molto poco a che fare con quegli effetti speciali antichizzati.
Il Natale del Signore parla della forza della piccolezza, delle strepitose potenzialità dell’impotenza, della capacità trasformante della normalità. E la serie Blanca presenta esattamente le stesse cose.
Blanca
La protagonista della serie è Blanca, una giovane stagista del commissariato di Genova. Ha una particolarità: è cieca. Un drammatico incidente doloso, nel quale perse la vita sua sorella maggiore, fu la causa della sua cecità quando era ancora una bambina.
Blanca dunque è una persona fragile, debole, una di quelle che compatiamo volentieri coi nostri magnanimi “Poverina!”. Ma la serie non parla dei nostri pregiudizi patetici. Parla di vita. E Blanca ha una vita. È una giovane donna vivace, ironica, sensibile, attenta.
La sua cecità ha potenziato gli altri sensi e le permette di essere di aiuto proprio laddove nessun altro cosiddetto normodotato può arrivare. Sente dettagli che sfuggono a chi può anche vedere.
L’antieroina
Ma Blanca non è neanche un’eroina onnipotente. È una giovane donna che, come la serie mostra bene, può essere facile vittima di chi le vuole male. Non nasconde il suo limite né lo trasforma in una facile scusa per non vivere. Ci prova, sempre e comunque.
È una donna che ha bisogno degli altri. E sa farsi aiutare. Anche se, come tutti noi, talvolta lo fa controvoglia. Tutti vorremmo sempre poter bastare a noi stessi. E Blanca ha imparato a tornare a casa fin da bambina, grazie a un padre attento educatore.
La vulnerabilità di Blanca è spesso la chiave per risolvere casi complessi, perché nessuno ha paura di una “povera cieca”. E lei non vuole fare del male a nessuno. Vuole creare relazioni di accoglienza e ospitalità.
Insomma: una perfetta serie natalizia! Racconta benissimo la dinamica della vita di Gesù, l’uomo che narrò Dio, come stiamo scoprendo lungo le tappe del nostro percorso.
Il Natale secondo Gesù
Il Natale racconta un Dio che si fa percepire ai margini della storia, come una giovane coppia che ha il suo bambino mentre si sottomette al gesto prepotente di un censimento imperiale, fatto per contare risorse e imporre tasse.
Il Natale mostra che Dio sceglie di narrarsi nella vicenda di un uomo senza superpoteri, i cui miracoli sono solo racconti simbolici interessati a mostrare la sua identità più profonda, come dico nel mio libro GeSùperman ma anche no.
L’antieroe
Gesù racconta Dio con la propria umanità aperta a relazioni forti e sincere, dalle quali si lascia ferire, come avverrà con Giuda e con gli altri che lo lasceranno solo nel momento del dolore.
Gli emarginati del suo tempo non avevano paura di accostare Gesù. Sentivano in lui un’accoglienza autentica e schietta, un’umanità riconciliata con la propria storia, uno sguardo aperto al divino che ci tiene nel suo abbraccio amante e vitale.
Nonostante gli effetti speciali coi quali abbiamo imparato a rendere artistico e bello il presepe, il Natale di Gesù fu un momento ininfluente della storia del suo popolo. Una notte priva di segnali divini e angeli svolazzanti. Quelli sono abbellimenti di chi scrisse anni dopo i fatti, e solo con la voglia di anticipare la bellezza scoperta in Gesù.
Il Dio di Gesù
Il Natale racconta la passione che Dio ha per l’umanità, la tenerezza che avverte per tutte le sue creature, la sua instancabile voglia di fare alleanza, di spingere al bello e al bene, di condividere un progetto di felicità per tutte e tutti, di rinascita per questo nostro pianeta ferito dall’egoismo umano.
Il Natale racconta che anche le nostre impotenze possono diventare spiragli di condivisione e solidarietà. Che anche le nostre vulnerabilità aprono percorsi possibili di umanizzazione. Che le cose di Dio non sono segnate dalla magia ma dall’amore concreto.
Blanca racconta bene il Natale. E ci aiuta a capire ancora meglio la bellezza dell’umanità di Gesù, unica capace di palesare completamente il cuore di un Dio che non si stanca mai di ricominciare.
Buon Natale del Signore nella nostra vita!








2 Commenti
Scoprire la purezza e grandezza d’animo di una “cugina ” speciale rende il mio Natale migliore! Grazie
Costruiamo la nostra vita partendo dalle nostre fragilità e condividendo i propri limiti.