Dal 16 al 19 luglio 2019 Buenos Aires ospita il Congresso Internazionale di Studi Biblici
Ci sarebbe da chiedersi quanto la Bibbia influisca sulla cultura italiana.
Certamente vi è una traccia innegabile dell’immaginario biblico impresso nei quadri, nelle sculture e nelle architetture che riempiono il Bel Paese, carico di un consistente patrimonio artistico e spirituale. Vi sono poi i politici di turno che si appellano ai simboli cristiani, pensando di dialogare con i numerosissimi che si dicono cattolici nella Penisola (pari al 75% circa della popolazione).
Ma la lettura biblica incide davvero sul modo di pensare degli italiani e delle italiane? La Bibbia è insomma un libro letto?
Recenti sondaggi smentiscono categoricamente l’ipotesi che i testi sacri della tradizione ebraico-cristiana siano oggetto di lettura personale e di approfondimento. Le cose non migliorano molto se si considerano le realtà ecclesiali. Nonostante le parrocchie e i gruppi associativi cattolici siano forse l’unico spazio in cui la Bibbia venga letta, sono rare le realtà che la valorizzano veramente. E probabilmente sono più numerose nell’esperienza protestante italiana.
Qualcosa di sostanzialmente differente avviene nell’America Latina. La lettura biblica è stata spesso motore di rinnovamento sociale e politico. Basti pensare all’incidenza della Teologia della liberazione sul modo di sentire della popolazione latinoamericana, e alle potenzialità delle Comunità di base nell’assetto sociale dei vari Paesi.
Assume quindi un peso considerevole il Congresso internazionale sugli studi biblici che si sta celebrando in questi giorni a Buenos Aires. Promosso dalla Revista Bíblica, in occasione dell’80° anno di attività, il Congresso coinvolgerà studiosi della Scrittura provenienti da diversi paesi dell’America Latina, degli Stati Uniti e dell’Europa. La Pontificia Università Cattolica Argentina “Santa Maria Buenos Aires” ospita l’evento dal 16 al 19 luglio 2019.
Tre ambiti sono esplorati. “Le persone”, omaggiando i pionieri della lettura biblica latinoamericana, iniziatori di processi virtuosi da rileggere e potenziare. “I temi”, sondando gli argomenti che l’esegesi latinoamericana ha valorizzato o sottaciuto, per ottenere un quadro di quali tematiche abbiano sostenuto il movimento biblico. “I metodi”, mettendo a fuoco le prospettive e gli approcci esegetici che si sono mostrati fruttuosi per il lavoro biblico in quelle terre. La riflessione confluirà in un momento conclusivo, “Prospettiva”, orientato alle sfide e ai progetti che attendono l’America Latina.
Si sta dunque celebrando un momento di ripensamento e rinnovata consapevolezza, destinato a continuare a valorizzare il patrimonio biblico quale motore di crescita personale, di potenziamento relazionale e di trasformazione sociale. La teologia biblica può contribuire a rendere più eque e sane le nostre società – anche in Italia – se si abbandona una lettura intimista e semplicistica della Bibbia, per riscoprire il suo potenziale innovatore e trasformante.
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