Una Quaresima biblica?
La Quaresima, nella tradizione cristiana, è un tempo di preparazione spirituale alla Pasqua. Oggi, la Quaresima è associata alla penitenza, al digiuno, alla rinuncia.
Ma nell’Antichità non era affatto così.
Nell’Antichità, le persone che si accostavano alla fede in Gesù per farla propria, vivevano il rito di ingresso, ossia il battesimo, proprio nella Veglia pasquale.
Questo tempo era dunque caratterizzato da una formazione intensa.
Forse la parola “formazione” è diventata la grande estranea della nostra esperienza credente. Si prega, si celebrano i sacramenti, si compiono atti di pietà popolare. Non si studia, non si legge, non ci si confronta sufficientemente intorno alla Bibbia.
Eppure la Bibbia è l’unico testo che può illuminare la riflessione. Dalle sue pagine sono scaturite tutte le elaborazioni teologiche e le discussioni dogmatiche.
La Bibbia continua a essere uno spazio aperto, da frequentare, per incontrare Dio.
Ma sappiamo leggere la Bibbia?
Equivoci biblici
In maniera superficiale, vi è chi ritiene che la Bibbia sia un libro universalmente comprensibile, poiché è Parola di Dio. E dimentica che la Bibbia è un testo antico, scritto con categorie assai lontane nel tempo, in una cultura estremamente diversa dalla nostra, in una cornice teologica e spirituale oggi incomprensibile.
Qualcuno poi pensa che la Bibbia possa essere presa alla lettera, e scorre le sue pagine alternando sconcerto per la violenza che narrano e perplessità davanti alla loro visione mitica e magica del mondo. E dimentica che la Bibbia è il frutto maturo di una elaborazione teologica intensa e profonda. Non racconta i fatti come furono, bensì li interpreta per darci la comprensione che, chi scrive, ne ebbe.
Vi è poi chi prende la Bibbia per una cronaca asettica e imparziale, di eventi passati da studiare come libro di storia. E dimentica che chi scrisse voleva soprattutto condividere la propria fede, la bellezza travolgente della scoperta del volto di un Dio che ama e accoglie senza pregiudizi. Le sue pagine sono dunque attraversate dalla poesia dei canti d’amore.
Leggere la Bibbia in modo autentico
La Quaresima può allora essere l’occasione favorevole a comprendere che i livelli di lettura del testo biblico sono almeno tre. E ciascuno di essi offre la possibilità di compiere un passo nella conoscenza esperienziale di Dio.
Vi è il livello storico, al quale si accede leggendo il testo biblico come un documento da studiare. La Bibbia si apre allora come si aprirebbe una finestra, attraverso la quale guardare per incrociare gli sguardi di chi scrisse, per scrutare i fatti che avvennero, per comprendere come il testo si è arricchito nella storia della sua trasmissione ed elaborazione.
Questo livello non è offerto in maniera automatica, perché i testi biblici sono elaborazioni teologiche. Ma gli strumenti delle scienze bibliche storico-critiche possono aiutarci a leggerli alla ricerca del loro passato.
Il secondo livello è quello teologico. Il testo biblico è riscoperto come canto d’amore che presenta una fede appassionata. Lo si apre come si aprirebbe uno spartito, per eseguirlo nel modo migliore, lasciando che la sua poesia si sprigioni ancora. Gli eventi narrati non furono scritti per essere presi alla lettera, e vanno quindi interpretati perché rivelino la fede di chi ha scritto.
Si coglie il testo così come è, nella sua configurazione attuale, frutto di ingegno e passione. Traccia preziosa della fede della comunità che redasse i testi con l’intento di consegnarci un’esperienza.
Entriamo in quell’esperienza con il terzo livello di lettura, quello spirituale. Il testo biblico diventa uno specchio nel quale leggere la propria vita, imparando a fare nostro lo sguardo amante del Dio che ci sorride.
Il livello storico ci libera dal letteralismo, quello teologico ci apre alla comprensione di un’esperienza di fede. Il livello spirituale ci chiede di guardare il testo come una porta per entrare nella nostra personale esperienza di fede.
Le scienze bibliche hanno elaborato strumenti per ogni livello di lettura, accompagnandoci a un accostamento mai banale della Bibbia, proteggendoci dai fondamentalismi e liberandoci da approcci infantili.
La Quaresima potrebbe essere davvero un bel momento per tornare a prendere in mano la Bibbia. Non in solitudine e senza strumenti. Perché la Bibbia merita di essere presa sul serio.
Solo così le sue Sacre Scritture tornano a far sentire viva e vitale la Parola di Dio che le abita.





