Andò a servirsi al buffet. Un piatto pieno. Verdure, pomodori, riso, tartine, pizzette, pasta fredda, frittata, bruschetta… No: un piatto strapieno. Tornò al tavolo con aria soddisfatta. Ma non riuscì a mangiare tutto. La signora anziana, seduta accanto a me, commentò con un filo di voce e un sorriso bonario: «Ha gli occhi più grandi della bocca!».
Quel modo di dire mi è rimasto impresso nella fantasia. Avere gli occhi più grandi della bocca: desiderare più di quanto ci si possa effettivamente avvalere. Volere più del possibile.
Non mi pare sia necessariamente una cosa negativa.
Pure san Paolo, in una sua lettera, dice una roba del genere. O almeno così mi pare. Leggi un po’!
«Chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà» (2Cor 9,6)
Seminare vuol dire investire, provarci, crederci, aspirare. Insomma: desiderare. Si raccoglie in proporzione a quanto si è seminato. E, anche quando non avviene in modo matematico, vi è sempre un collegamento tra il desiderio e ciò che si consegue. Tra gli occhi che guardano e la bocca che deve mangiare.
L’invito, allora, è avere una bocca grande, ma – ancor prima – avere occhi che guardano lontano, che desiderano, che sognano. Avere capacità di sprecare nella semina, esagerare nel lancio delle possibilità. Per conquistare, bisogna osare.
E questo vale per i sogni che hai, per i progetti che hai lasciato nel cassetto, per le novità che temi di sperimentare.
Apri gli occhi!
di Annamaria Corallo

