Le ricchezze della Spagna romana
A pochi chilometri da Madrid, gli archeologi riportano alla luce una tenuta romana di dimensioni impressionati.
Riportiamo una notizia giunta dal giornale spagnolo El Pais qualche giorno fa circa il ritrovamento di una grande area archeologica nel territorio intorno a Madrid L’antica Roma ha sparso palazzi, templi e opere d’arte, lungo i territori del suo antico Impero. Molti di quei capolavori architettonici sono da secoli sotto gli occhi di abitanti e turisti. Il lavoro dell’equipe coordinata da Miguel Ángel Valero, professore di storia antica all’Università di Castilla-La Mancha, ha aggiunto un prezioso tassello a questo patrimonio storico e artistico.
Noheda, minuscola frazione di Villar de Domingo García (218 abitanti), in provincia di Cuenca, nascondeva infatti da secoli le sontuose ville romane di un’unica tenuta di ben dieci ettari, risalente al IV d.C. Le imponenti costruzioni erano il cuore di un fondo di 80 chilometri quadrati e appartenevano a un ricco aristocratico dell’Hispania romana, ancora anonimo. L’opulenza della costruzione fa pensare a un uomo molto potente, forse addirittura imparentato con l’imperatore del tempo, Teodosio.
Si era persa la memoria di questo imponente complesso, nonostante la sua attestazione fosse presente già nel 1554, nella mappa di Alonso de la Cruz custodita nel monastero di El Escorial, e se ne parlasse in un documento del 1897 di Francisco de Coello. A confermare la presenza e permettere l’esatta localizzazione è stata, come spesso accade, una fatalità. Durante l’aratura di un terreno, famoso per la presenza di grosse pietre, il trattore ha dissotterrato una notevole quantità di tessere policrome di un antico mosaico. Ciò è bastato a riattivare l’interesse e la ricerca. Attrezzature moderne come il georadar hanno poi permesso di individuare i confini e l’estensione delle costruzioni sepolte.
Nonostante l’equipe degli archeologi abbia portato alla luce solo il 5% dell’intero complesso, è già visibile il triclinium dell’edificio, le cui dimensioni sono sorprendenti e superano di 20 metri la famosa villa siciliana del Casale, in Piazza Armerina, di 270 metri. Ciò che maggiormente colpisce è la presenza di una pavimentazione interamente mosaicata, per cui la sala presenta il più grande mosaico figurativo dell’Impero.
Al centro della sala vi era una fontana di cui è ancora visibile l’impianto idraulico. Il mosaico del pavimento è organizzato in sei pannelli con scene di tema mitologico e allegorico, tra le quali spiccano figure imponenti come la dea Atena, di oltre 2 metri. Il numero di tessere usate è innumerabile. Basti pensare che ogni riquadro di 25 centimetri quadrati è costituito da più di 1200 tessere, alcune di misura minuscola. Oltre al mosaico, sono stati rinvenuti oltre 550 grandi frammenti di sculture in marmo importato dall’Oriente e da Carrara.
L’inaugurazione del sito archeologico avverrà molto presto, assicurano le Autorità, permettendo ai visitatori di accedervi, assistendo anche alle campagne di scavi ancora in corso. La popolazione del piccolo paese è stata coinvolta dagli specialisti per divenire sempre più attivamente protagonista di un sito che rivela una storia antica e consegna al mondo uno spaccato archeologico ancora sconosciuto.




