Roma Città Eterna, una città da scoprire, ogni giorno un pezzo di storia torna alla luce del sole dopo molti secoli di buio.
Oggi vogliamo iniziare un viaggio alla scoperta di Roma, ma non quella che conosciamo e vediamo, ma quella che pochissimi conoscono e sconosciuta alla maggior parte di noi.
Nelle vicinanze del Gianicolo è più precisamente sotto la Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami esiste un luogo spaventoso che è il Carcere Mamertinum. La sua costruzione risale ai primi anni della fondazione di Roma nel periodo in cui regnava Anco Marzio.
Questo luogo ben conservato era riservato ai condannati a morte che tra queste mura soffrivano torture dolorose prima di essere decapitati o strangolati.
Per visitare il carcere bisogna accedere da una porta presso la Chiesa e scendere nella penombra, avvolti da un forte odore di umidità. Arrivati giù, troviamo due piani sovrapposti di grotte scavate alle pendici meridionali del Campidoglio.
Il primo è il TULLIANUM, il locale sottostante. E’ il carcere a cui si accede con una scala, ma all’epoca l’unico accesso era il foro centrale del pavimento e da qui i condannati venivano gettati verso la loro terribile fine.
La tradizione cristiana vuole che questo luogo sia stato la prigione in cui i due Apostoli Pietro e Paolo attendessero il loro martirio, anche se gli studiosi pensano che la cosa sia improbabile non mancano però i segni dei passaggio dei due Santi.
La prima è l’impronta della testata di Pietro che diede cadendo sulla roccia; la colonna dove i due discepoli furono legati e infine il fonte battesimale dove Pietro e Paolo avrebbero convertito i loro carcerieri.
Maria Assunta Capozzi





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