Dedico a Anne Frank (Francoforte sul Meno, Germania, 12 giugno 1929 – Campo di concentramento di Bergen-Belsen, Germania, febbraio 1945) questa mia poesia scritta in due tempi diversi e per questo letta a due voci. Il primo tempo descrive una sosta a Basilea, in Svizzera, durante il mio viaggio in Francia, dell’estate scorsa. A Basilea c’è la Fondazione Anne Frank e lì ha vissuto la nonna paterna che Anne, piccolina, andava a trovare. Il secondo tempo della poesia è più recente, una sensazione vissuta e provata il 1° gennaio del 2020, al santuario di Piove di Sacco. E due immagini di candore, che, per me, parlano di Anne, uniscono la poesia nella luce di una giovane ragazza sorridente che anche lei è stata. Non è per evitare di fare memoria della sofferenza subita e della sua morte in un campo di concentramento, ma per cercare di capire secondo le parole di A. G. Hamman che “il disegno di Dio è unico malgrado le vicissitudini della storia, esso raggiunge infallibilmente, ma non senza drammi, lo scopo che gli è stato fissato, grazie alla mediazione del Cristo, dove l’Alfa e l’Omega si riuniscono e rendono già presente alla storia il compimento del tempo e la trasfigurazione universale.”
Basel, cantone tedesco, 18 agosto
Verso le 18.00
piazza Meret Oppenheim
“fiore di jasmin” lentamente si apre
nell’acqua della grande tazza chiara
rilascia fragranza delicata
tenue, colora la bevanda…
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Attesa di pausa, all’aperto
tavolino, sedie arancione
accanto
pianta fiorita bianca….
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1° gennaio, poco dopo le 18.00
ascolto in Santuario
Madonna delle Grazie
coro di voci bianche
cantare l’Alleluia di Haendel…
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e nel pensiero mi ritorna
come luce
quella pianta fiorita bianca…
…tu, Anne, che canti
la tua vivacità, intelligenza curiosa
di ragazzina, forse dalla nonna, a Basel…
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…Dallo scontrino, mi ha servito Isabella
e il cameriere mi indica l’ora di chiusura…
C’è tempo per la partenza…
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La notte di questo nuovo anno
ora in me, interroga, piano
il divenire umano e quello della Storia …

