Superlega, il torneo più veloce della storia del calcio. Qualche tifoso ne ha scritto la definizione precisa: «La Superlega 2021 è un trofeo straordinario durato 48 ore. Vi hanno preso parte le 15 migliori squadre, poi 12, poi 6, poi 4, poi è rimasta solo la Juve, che però ha perso in finale».
Insomma, nato alla mezzanotte di lunedì, il mercoledì successivo è già arrivato alla fine, dopo aver scatenato una bufera senza precedenti fra i tifosi di tutta Europa, e non solo.
«Ci tolgono la passione per questo sport! Ci levano la gioia per le competizioni, l’entusiasmo, solo per favorire i loro interessi. Questo non è il calcio che meritiamo». «Prima si indebitano per vincere i trofei, poi li vincono, intascano, e quella volta che non riescono a vincere poi rischiano la bancarotta e vogliono creare un calcio d’élite che a noi non piace». Questi i pareri di molti sul web.
E, mentre in tutta Europa si alzava la voce della ribellione, solo a Torino, fra i tifosi bianconeri, pareva prevalere la voce del sì. Seppur di poco. «E ti pareva! Se è per questo, quelli conteggiano fieramente fra i trofei pure lo scudetto di calciopoli! Ora aspettano che rinuncino le altre squadre per annunciarsi vincitori della Superlega». «Quelli quest’anno non vincono nulla, rischiano il fallimento e dovevano inventarsi qualcosa da vincere da soli», pungono tutti gli antijuventini.
E, ad esprimersi contro, non solo gran parte dei tifosi di tutto il mondo, ma anche tanti grandi nomi del mondo del calcio.
Mentre i tifosi della Roma si dicono fieri della posizione ufficiale del club giallorosso, primo ad essersi esposto apertamente contro questa strana rivoluzione del calcio – che esclude la meritocrazia e i valori dello sport –, i tifosi del Napoli non hanno ben chiara la posizione del loro presidente.
Da tempo parlava di Superlega, di un nuovo calcio europeo, ma probabilmente strutturato diversamente da quanto fatto dai maggiori club del momento che pare abbiano snobbato De Laurentiis, non invitandolo al tavolo dei fondatori.
Poi le voci sulla sua entrata nel progetto in modo marginale, e il tweet di smentita.
Tanti i dubbi fra i tifosi azzurri. Qualcuno, a dire il vero, già coglieva l’aspetto positivo: «Magari, senza Juve, Milan e Inter, ci poteva essere un campionato più aperto, e vuoi vedere che potevamo vincere noi persino la Champions», è l’ironia social.
E alla fine colpo di stato fallito, la Uefa e la Fifa continuano con la loro storia e le competizioni che da sempre appassionano i tifosi.
In realtà un cambiamento in tanti lo vorrebbero vedere: un calcio più pulito, più competitivo, dove il sogno vissuto, ad esempio dal Leicester, può diventare realtà anche per altri club meritevoli. Un calcio nel quale i soldi non sono la priorità, ma è la passione a guidare le scelte, ben al di là dei diritti televisivi e dello strapotere dei pochi. Quasi un tornare all’origine. In fondo è questa la vera rivoluzione che chiedono i tifosi.
Resta comunque un dubbio, a chi accetta seppur senza troppo entusiasmo quanto è accaduto: Ci saranno delle sanzioni per i club che hanno violato i regolamenti con il comunicato della Supercoppa? Pare proprio di no, almeno per ora. E allora: tutto bene quel che finisce bene?

