Qualche anno fa, ho letto Cinque meditazioni sulla bellezza, un libretto di François Cheng, scrittore, poeta nato in Cina che vive in Francia dal 1949, membro dell’Accademia dal 2002. Oggi, di bellezza, in tutti questi lunghi mesi, nelle nostre società dai consumi significativamente frenati, se non arrestati dalla pandemia, ne sento in modo nuovo il bisogno e mi sono chiesta: quando ho incontrato o incontro veramente la Bellezza con la B maiuscola?
Nella riflessione, mi sono tornati in mente due dipinti, il “ bue macellato” di Rembrandt e una torre Eiffel di Delaunay, poi, un albero disegnato da Giulia, ex alunna diversamente abile e continuando, la varietà della realtà che mi circonda: la bellezza di mia madre, di un uomo maturo, dei disegni dei bambini, della Natura, di un testo poetico, di una musica, la bellezza di una pala del Bellini, di un film, di una torta, un semplice oggetto, anche d’uso quotidiano…
Si può seguire la pista di questa sensazione di bellezza immediata, però senza fermarsi solo superficialmente a quello che piace a livello sensibile, quello che semplicemente appare, che a volte può essere anche legato ad un inganno, una seduzione costruita… ma, rimanere su quella sensazione concreta iniziale, che allora può toccare più in profondità, emozionare, sorprendere, interrogare e portare oltre a quello che percepiamo spontaneamente; forse non ne siamo subito consapevoli o non sappiamo bene come mai… Può essere interessante cercare di precisare il contenuto di questa sensazione.
È nell’atteggiamento libero e calmo di “lasciarsi incontrare” dalla bellezza che si può scoprire una parte di noi sensibile ad una particolare armonia, qualcosa che coinvolge il nostro sentire profondo, la nostra persona, il nostro presente, qui e ora, una realtà interiore che è parte di noi… Quel quadro, quella poesia, quella musica — per rimanere nel campo dell’arte — mi attira, vuole dirmi qualcosa, risuona nell’interiorità, come una realtà in me che mi porta oltre me… che mi trascende…
La consapevolezza di una intima realtà scoperta in questo modo, da una sensazione di Bellezza, sentita viva nel profondo di noi stessi e che può portare lontano, è un’esperienza alla portata di tutti. Nel nostro contesto, questa bellezza è legata a qualcosa di prezioso insito nell’umano, un sentire ricevuto, accolto dall’essere aperto, cuore e intelligenza, che coinvolge tutta la nostra persona, non necessariamente per possedere, ma per giungere alla soglia del mistero della Vita, nello stupore e la meraviglia. Così, le varie espressioni artistiche, per esempio, quelle più vere, attraverso i loro autori, diventano generative, “Vita che suscita altra Vita”, energia che suscita altra energia, come anche tutti gli elementi del Creato, tutto quello che l’uomo realizza “a regola d’arte” e possono rivelare, in maniera diversa, l’umano spirituale abitato d’infinito…
…”dite, o luci belle, ditemi cosa è Dio? / Bellezza, mi rispondono le stelle”…[1]
[1] Cf Aleardo Aleardi citato da Rina Carli in Terra è vita, Gruppo artisti della Saccisica (2016)piccolaantologiadedicataall’Enciclica”Laudato si’” di Papa Francesco.
2017 – 2021

