Intervista al maestro Passilongo.
1. “Adagio, con espressione “, un album in piano solo. Claudio Passilongo, celebre pianista campano, compositore e arrangiatore. Perché la scelta di un album in piano solo come primo album?
r. Perché in quel momento il piano solo esprimeva al meglio possibile quello che avevo da dire. In realtà non è proprio il primo album, ma è senza dubbio il primo album da solista, dove ho avuto piena libertà di espressione. Libertà conquistata… adagio! (sorride – NdA)
2. Evening sun, Sonata, Ecate, Moon child dawn, Le voci di dentro… questi alcuni dei brani che compongono l’album. Da cosa è dipesa questa scelta e a quale brano sei più legato?
r. Tutti questi brani, ognuno per una particolare caratteristica, rappresentano il mio mondo. Tutti legati da un comun denominatore. Non c’è un brano in particolare a cui sono legato, del resto sono tutti “figli” miei, e ogni brano è amato per ciò che è. Sonata ad esempio è nel mio cuore perché rappresenta quell’incontro mistico tra jazz e musica colta, in cui posso dare libero sfogo all’improvvisazione e contemporaneamente esprimermi su un intricato tessuto sonoro. Immagino sempre di essere un pittore impressionista che su una piccola tela getta le proprie emozioni. Adoro le armonie di tutti i miei brani, e di questo in particolare, proprio perché rappresentano quello sfondo emozionale sul quale sviluppare delle figure.
Homage a trois, invece, è un omaggio a tre musicisti di diversa estrazione : Brad Mehldau, che con il suo tocco e la sua eleganza ha conferito nuova luce al pianoforte jazz; all’ Erik Satie minimalista”, quello più essenziale; ed a Burt Bacharach che ha influenzato senza dubbio la canzone leggera di oggi.
3. Pianista ma non solo! Diplomato al conservatorio di Napoli, oltre a suonare il pianoforte, sappiamo che gran parte del tempo è dedito alla composizione. Dalla musica colta, strumentale per orchestra, alla musica per teatro, alle colonne sonore di film e di cortometraggi, ma anche alla musica pop… insomma una fonte inesauribile. Ma da dove nasce la passione per la composizione?
r. E’ nata prima ancora che imparassi a suonare il piano, sgorgata non so bene da dove… in pratica da bambino immaginavo melodie di canzoni e le custodivo nella memoria come un piccolo segreto tutto mio. Credo che se è vero che l’arte di comporre si può apprendere, è anche vero che l’istinto può essere di grande aiuto. A questo poi, nel tempo, con lo studio del piano, si è aggiunta la curiosità di scoprire gli autori tradizionali classici, Bach, Wagner, Chopin, Liszt… ho sempre provato una certa emozione nel vedere gli spartiti originali, quella carta ingiallita, l’inchiostro di china seppia… un senso di antico ed eterno insieme. Fui molto felice quando fu ritrovato lo spartito originale per piano di Beethoven, se non erro a Filadelfia. Fu una bibliotecaria evangelica a ritrovarlo, pare sia l’unico documento completo della “Grande Fuga” nella versione per piano. Alla fine dell’800 andò perduto. E’ una testimonianza dal valore inestimabile. Ho sempre seguito con affetto le vicende non solo musicali, ma anche bibliografiche dei grandi maestri.
4) Abbiamo fatto un giro nella tua dimora ed è praticamente invasa dai libri… In effetti oltre alla passione per la musica, c’è una grande passione per la cultura in generale. Libri , libri e ancora libri… – se non erro sei anche laureato in lingue – tanti libri di musica ovviamente, studi sul contrappunto vocale del rinascimento, spartiti di ogni genere, ma anche testi di filosofia, di storia, di matematica, di letteratura, di teatro, e persino la poesia non manca nella tua biblioteca. E parlando con qualcuno che ti conosce bene sembra che senza un libro da leggere proprio lei non riesca a stare. Dunque non è vero che chi fa il musicista, e il pianista in particolar modo, studia soltanto il pianoforte?
r. chi suona uno strumento deve dedicare molte ore al giorno all’esercizio tecnico e allo studio della musica, quindi di tempo ne rimane poco. Eppure, penso che per comunicare qualcosa si debba aver qualcosa da comunicare… si può esprimere il proprio mondo interiore se questo vive in osmosi con quello esterno, quando si nutre curiosità per ciò che ci circonda, per le diverse persone, per la loro umanità, per le diverse arti. Amo la poesia, il teatro e mi piace “rubare” ad artisti diversi. In fondo i poeti e i musicisti sono tutti un po’ ladri… leggere Goethe mi ha permesso di permeare il mondo coevo a Beethoven, ed oggi ho un approccio totalmente diverso alla sua musica, rispetto a quello di alcuni anni fa.
5) Come nasce un brano, da dove arriva di solito l’ispirazione? Una partitura nuova come prende forma e in quanto tempo si sviluppa?
r. L’ispirazione è un attimo. Una scintilla che riesci a vedere se sei in sintonia con te stesso. Non ha una forma, un colore preciso. È una sensazione ineffabile che ha bisogno di tutta la tua cultura e techne per prendere forma, per diventare sostanza… la forma e il tempo delle partiture dipendono dalla destinazione della musica. I brani del disco “adagio con espressione” hanno avuto una gestazione piuttosto rapida; contemporaneamente, sto lavorando da alcuni anni ad un’opera per orchestra sinfonica e coro, e non ho idea di quando riuscirò a terminarla.
6) Musica per flauto, per archi, per sax, addirittura studi sulla musica sacra, e un inno religioso .. qual è stato il primo approccio alla composizione? Che consiglio daresti a chi compone per orchestra?
E’ stato un percorso lento e graduale che ho affrontato da autodidatta. Ero affascinato dalla polifonia di Bach ed ho cominciato a studiare le sue Fughe. Mi attraeva l’articolato sviluppo delle singole voci che tuttavia si fondevano in un tutt’uno armonico. Ancora oggi suono spesso il Clavicembalo ( Ben temperato ndr.). A chi compone per orchestra rivolgo il consiglio di Nikolaj Korsakov :” scrivere per orchestra è pensare per orchestra”.
7) Dalla musica colta al jazz, dalla musica sinfonica a quella leggera, fino a quella napoletana. Come si spiega questo interesse così eclettico?
Sarà banale, ma credo che esistano solo due tipi di musica, quella bella e quella brutta. Nella prima rientra quella che mi emoziona e che riesce a portarmi lontano, quale sia la lingua in cui si canti o il linguaggio in cui si esprima. Comporre è un po’ un viaggio, anche se non sempre si conosce in anticipo la meta, ma il punto di partenza è importante: non bisogna mai dimenticare le proprie origini. La musica napoletana, quella antica soprattutto, è l’espressione di una grande cultura, ed è stata un punto di riferimento per tutta la musica europea fino a pochi decenni fa. Mentre l’interesse verso la musica leggera credo sia un canale per capire la società in cui viviamo, il target culturale che ci circonda. Amo Caro Emerald (quasi quanto) Gyorgy Ligeti.
8) Ritornando ai brani di “Adagio, con espressione”, il tuo album in piano solo, hai detto che tutti i brani sono legati da un comun denominatore, ma non hai specificato quale. Perché? Di cosa di tratta?
Non è un caso il non averlo specificato. Potete scoprirlo ascoltando il cd. E’ ancora in vendita. Basta farne richiesta alla inviando una mail adinfo@claudiopassilongo.com
9) L’ultima curiosità e poi ti lasciamo al tuo lavoro. Nonostante i numerosi impegni non hai abbandonato l’insegnamento. Sei anche maestro presso alcune accademie musicali. Ci rivolgiamo al Claudio insegnante: se dovessi dare un consiglio a chi approccia per la prima volta allo studio del pianoforte, ad un tuo giovane allievo ad esempio, da dove dovrebbe cominciare?
Giocare, divertirsi, e cercare di non farsi sopraffare dalla timidezza, ma di far fluire le proprie emozioni.
10) Esprimi un desiderio: con chi vorresti esibirti in un concerto al pianoforte? E con quali brani?
Ah… sogno un concerto con Ron Carter al contrabbasso, l’accompagnamento dei Berliner Philarmoniker (diretti da Abbado) e con la voce di Aretha Franklin. Ovviamente li costringerei a suonare la mia musica(ridendo – NdA).
Claudio Passilongo ha iniziato da autodidatta, ma poi ha arricchito la sua preparazione studiando presso il conservatorio di Napoli, e ancora oggi non ha smesso di studiare. Appassionato di jazz ha creato uno spettacolo che invita a sognare, “Note tra le stelle”, dove si alternano brani inediti e le più belle colonne sonore dei film, brillantemente eseguite dal suo gruppo, Claudio Passilongo – MUZIKENSEMBLE (di cui a breve l’uscita del nuovo album N.d.A. ). Ma è impegnato anche in altri progetti non meno ambiziosi, come la creazione di uno spettacolo internazionale, e le colonne sonore del film Assolo, di Massimo Piccolo in prossima uscita. Uno dei suoi sogni, ci ha confidato in separata sede, è quello di vedere e, ancora di più, di sentire una intera orchestra suonare soltanto le sue composizioni. E quando accadrà noi ci saremo!


