Pubblichiamo un contributo del compositore e ricercatore Filippo D’Eliso pubblicato sul suo profilo facebook il 2 novembre 2020, una riflessione che partendo dalla morte di Gigi Proietti approda e configura l’importanza del lascito di Pier Paolo Pasolini.
Gigi Proietti, Keith Emerson, P. P. Pasolini. Teatro, Musica, Cinema, Poesia. Non ci sono parole per esprimere quanta arte e menti brillanti abbia prodotto il ‘900. Questo millennio vede il tramonto di una epoca impareggiabile e sicuramente tra le più visionarie che si abbia avuto la fortuna di vivere.
A quarantacinque anni dalla sua scomparsa, molte delle “lezioni” di Pier Paolo Pasolini sono ancora attualissime a conferma del fatto che ciò che distingue il genio, pensatore o artista che sia, è la lungimiranza.
Francesco Improta
Pasolini era un poeta e visionario, e come tutti i visionari sapeva guardare aldilà ed in profondità, purtroppo la sua vita ed il suo ricordo sono ostacolati da una certa mentalità becera e benpensante che aleggia nel nostro paese.
Vincenzo Postiglione
I grandi scrittori, autentici genii del nostro tempo, sono anticipatori della realtà. Milan Kundera, nell’Arte del romanzo, evidenzia la condizione profetica degli artisti che passano alla storia perché la storia stessa è determinata dall’acuta osservazione della realtà che viene anticipata dal linguaggio come cifra stilistica e testimoniata dalla militanza artistica.
Pasolini affronta la realtà calandosi nell’inferno che lo circonda e nella ferrea volontà di capirlo pagando con la vita perché in Pasolini la militanza artistica è segno, segno nel corpo, in una sete d’amore che ha permesso all’anima di crescere senza tregua per consegnarla alle generazioni future, perché solo l’amare conta.
Immenso P. P. Pasolini. Che il tuo esempio sia slancio imperituro alla vita.
Grazie ai cari amici Francesco Improta e Vincenzo Postiglione

