Aprite dunque la porta e vedremo i giardini
berremo la loro fresca acqua dove la luna ha messo traccia
La lunga strada brucia, nemica degli stranieri
siamo raminghi senza sapere e non troviamo alcun posto
Vogliamo vedere dei fiori. Qui la sete è dentro di noi
Aspettando e soffrendo, eccoci dinanzi alla porta
[…]
La porta aprendosi lasciò passare così tanto silenzio
che né i giardini sono apparsi né alcun fiore
solo lo spazio, immenso, fu subitamente presente
dove sono vuoto e luce, da una parte all’altra, e saziò il cuore
e lavò gli occhi quasi ciechi sotto la polvere.
Simone Weil (tradotto dal francese)
Simone Weil (1909 – 1943) è filosofa, mistica, scrittrice francese con padre di origini ebraiche e madre russo-belga, genitori entrambi agnostici. Dalla biografia risulta importante, nella sua infanzia, la lettura di una fiaba, “Maria d’oro e Maria di catrame” dove la protagonista, dovendo scegliere se passare per una porta d’oro o una di catrame, sceglie quest’ultima e così viene coperta d’oro… Una scelta che sembra essere stata quella di Simone e della sua breve vita, con esperienze che vanno dall’insegnamento, al lavoro d’operaia, all’attivismo come partigiana… Una “porta”, come quella della sua poesia, qui sopra, che può fare pensare ad una figura materna, la “porta del cielo”, la Madre di Dio, “porta vivente” di speranza e accoglienza per entrare in una dimensione di trascendenza, di verità, che “saziò il cuore”… L’esistenza di Simone Weil è un cammino verso la sua anima profonda, incessante ricerca dell’essenziale, ricerca spirituale, umana forse collegabile ad una citazione nell’Esortazione apostolica “Gaudete etexultate” di Papa Francesco, riguardo i profeti e i santi: (8) “… la correntevivificante della vita mistica rimane invisibile. Sicuramente gli avvenimenti decisivi della storia delmondo sono stati essenzialmente influenzati da anime sulle quali nulla viene detto nei libri di storia…”. Citazione che può rimandare al preambolo di “L’Enracinement” (il radicamento) nuovo titolo del “Prélude àune déclaration des devoirs envers l’être humain” (Preludio ad una dichiarazione dei doveri riguardo l’essere umano) dove la Weil precisa il nucleo della sua ultima riflessione, quando è a Londra, nel 1942 e 1943… In precedenza aveva scritto: “Solo la luce che cade costantemente dal cielo fornisce ad un albero l’energia che nasconde profondamente nella terra con le sue possenti radici. L’albero, in realtà, è radicato nel cielo”. E vorrei dire… per l’uomo, la luce di un cielo interiore.
2020/21

