Benedite, Signore, tutte le cose semplici
per le quali il mio cuore attento si è, questa mattina, donato:
il pane d’oggi, nel cestino intrecciato di fiori
e laggiù, nelle spighe, il pane di domani
Sulla tovaglia dalle pieghe nitide e che sa di bucato
il colore della ceramica dei piatti, candido riflesso lucente
i bicchieri trasparenti dove il sole si ravviva
e questo mazzo composto di lavanda e di timo
Che il segno della croce Vi consacri quest’ora
in cui condividiamo quello che ci donate
la nostra felicità, il nostro pasto, la nostra dimora
i dodici gioiosi rintocchi suonati dalle campane
[…]
Benedite, Signore, questa felicità semplice e saggia
di cui siete l’Amico, il Maestro e il Custode
Benedite i frutti maturi, l’acqua fresca e il vino
la pace d’ogni giorno, il nostro pane quotidiano.
Arielle, poetessa francese del XX secolo (traduzione dal francese)
Una donna, come Maria in casa di Giuseppe, prepara la tavola per il pranzo di mezzogiorno in un giorno festivo; prepara con la cura delle cose semplici, con pazienza e amorevolezza nel pensiero verso la sua famiglia; e lo slancio di ringraziamento accolto e donato è preghiera fiduciosa, sguardo benedicente.
Sembra una situazione lontana dal quotidiano di questo tempo, impregnato di fretta, di rumore, di ansia e preoccupazioni… Viviamo con il bisogno di essere ascoltati, compresi, il bisogno di incontrarsi nella verità, nel profondo del proprio essere per sentirsi importanti, amati nello sguardo della persona accanto, nella consapevolezza che “tutto ci è donato per essere ridonato”.
agosto 2019 – gennaio 2021

