Le vittime che subiscono violenza in famiglia hanno spesso un basso livello di autostima, accompagnato a un grande bisogno di affetto e di approvazione, molte di queste donne sono cresciute in contesti famigliari dove la figura paterna era il Padre Padrone, ma anche da atti di bullismo, difficoltà a reagire alle problematiche, l’isolamento emozionali, questi sono alcuni punti della vita di chi non riesce ad uscire da questo tunnel e continua a subire violenza.
RICORDIAMOCI che violenza sulle donne è un problema che ognuno di noi è chiamato ad intervenire e cui sotto mettiamo in evidenza alcuni indicatori d’allarme, importanti da riconoscere per indirizzare la richiesta di aiuto e prevenire l’escalation della violenza.
Come:
- L’ingiustificata e improvvisa assenza dal Lavoro;
- L’improvvisa e ingiustificata assenza dai luoghi abitualmente frequentati;
- La presenza di graffi e lividi nascosti da abiti inappropriati per il periodo oppure da un trucco pesante;
- Vengono trovate delle scuse non richieste per giustificare i segni o lividi. Come “ Sono caduta dalla scala mentre pulivo”; “Ho sbattuto contro lo spigolo”; “Sono scivolata nella doccia”; ecc…..
- La sensazione visibile che la vittima in presenza del compagno oppure al cambio di atteggiamento nel vederlo sopraggiungere;
Però una domanda sporge spontanea perché una donna che subisce violenza vuole continuare ad essere infelice se non addirittura rischiare di essere uccisa?
La risposta è varia per la dipendenza economica ed emotiva nei confronti del partner. Ma ci sono anche donne che pensano che la violenza che subiscono sia una giusta punizione per errori commessi. Nella loro mente il Denunciare non significherebbe ribellarsi, ma dar forma ad un ignobile tradimento e rovinare per sempre il compagno anche se violento. Un’ altra forma di mancanza di ribellione e legata alla paura di perdere i bambini, e di non poterli più rivedere.
ORA VI DICO IO DUE SOLE PAROLE : “BASTA RIBELLATEVI”
CHIAMA IL 112 E CHIEDI IL CODICE ROSSO
LA TUA VITA VALE MOLTO DI PIU’ DI QUELLO CHE CREDI

