Soporifera la semifinale di andata di Coppa Italia tra Napoli e Atalanta allo stadio Diego Armando Maradona: una serata priva di emozioni per gli appassionati di calcio. «E che me lo piglio a fare il sonnifero stasera?»; «Ma quando inizia la gara?»; «Per cortesia non fate rumore che Bakayoko dorme ancora», sono i commenti a fine partita. L’unico triste momento in cui il cuore è battuto più forte è stato quando Demme, accasciatosi dopo una pallonata in faccia, è uscito dal campo in barella facendo preoccupare tutti. Per il resto un pareggio che pare aver conciliato il sonno a tanti tifosi.
«Possibile che giocavano per lo 0 a 0?», si sono chiesti in tanti. Fatto strano in semifinale. Unica spiegazione è che forse il mister voglia potersela giocare al ritorno sperando in una condizione migliore dei suoi e forse in qualche recupero: Osimhen, magari. Poi un grande punto interrogativo. Ma guardando l’esperienza di Gattuso allenatore in Coppa Italia ci sono qualificazioni con un 1 a 1 in trasferta, anche ai tempi del Milan. Per cui nulla è perduto: basta segnare e non perdere a Bergamo, e al momento il Napoli è la favorita verso la finale.
Ci sono tuttavia alcune preoccupazioni. La fase difensiva ha retto grazie anche a un super Koulibaly che ha salvato i suoi in più occasioni. «Grazie Kouly»; «K2 è stato metà squadra», commentano i napoletani. L’attacco invece è stato per lo più inesistente: poco ha potuto fare anche Lozano, che è piaciuto decisamente meno in posizione centrale. Una squadra divisa a metà, spezzata e una prestazione di gruppo insoddisfacente. Qualcuno però nota: «Con i cambi Gasperini ha fatto entrare Ilicic, Pasalic e Lammers, noi abbiamo un’unica punta di ruolo, Petagna, che dopo giorni di terapie fa 25’, e Osimhen 8’, senza rotazioni da mesi». E sicuramente anche questo è motivo di differenza.
Le colpe tuttavia ricadono ancora tutte su Gattuso: «Vattene via!»; «Non è possibile sto scempio in campo», urlano in tanti. I fantallenatori se la prendono con il modulo: «Mai visti 5 difensori insieme». Il 3-4-3 non ha convinto e la troppa prudenza, o forse paura delle ultime gare irrita gli amanti del bel gioco. Così dopo la pausa per la vittoria con il Parma, l’hashtag #GattusoOut torna a inondare le piazze virtuali.
Una squadra senza grinta e senza carattere. Eppure la squadra è con Rino, ma non riesce a mostrare motivazione in campo neanche al pensiero di una panchina in bilico. Problemi dei singoli sicuramente, così come le assenze in contemporanea di Mertens e Osimhen hanno sicuramente pesato. Eppure non bastano a giustificare il momento. «Non si vedeva il Napoli giocare così dal 1980, quando la vittoria valeva 2 punti e allora un pareggio era molto più importante», nota qualche più anziano osservatore. Per ora l’unico pensiero pareva essere quello di non prendere gol.
Ma con il calendario fitto la scelta del mister ha lasciato tutti a bocca aperta. Ora testa al Genoa, poi il ritorno con l’Atalanta, poi subito dopo la Juve, e di mezzo solo tre giorni. Gare certamente complicate. Qualcuno spera siano almeno meno soporifere.


