Muore Luciano De Crescenzo, lo scrittore che ha spiegato Napoli e la filosofia alla portata di tutti
Avrebbe compiuto 91 anni il prossimo 20 agosto, Luciano De Crescenzo muore portandosi via un altro pezzo di Napoli a cui ha dato lustro con la sua opera di scrittore, un “vero” uomo di cultura come pochi ai nostri giorni.
Con lui va via un altro mostro sacro simbolo di una idea, in parte vera, di una città viva e curiosa, che si dedica al pensiero, alla cultura, un popolo che ostinatamente ama Napoli, tanto che De Crescenzo chiariva: “Essendo napoletano mi rendo conto che quasi tutti i napoletani sono uomini d’amore, quindi se dovessi nascere un’altra io preferirei sempre Napoli”.
Luciano De Crescenzo si spegne a Roma dove era ricoverato per una malattia neurologica, e a complicare la situazione era sopraggiunta una polmonite le cui conseguenze lo hanno portato alla morte. Era di umili origini e alle scuole elementare era compagno di scuola di Carlo Pedersoli, che qualche anno dopo sarebbe diventato una star in Italia col nome di Bud Spencer.
Ma non solo scrittore e filosofo, lui era ingegnere, regista e autore di film di successo come Così parlò Bellavista del 1984, una commedia che ha segnato la storia del cinema partenopeo. Ancora oggi a più di 30 anni dall’uscita di questa summa di ilarità ne sentiamo citare battute o intere frasi proprio perchè entrato a far parte del patrimonio culturale partenopeo.
Bellissima spiegazione del consumismo del maestro De Crescenzo tratta dal celebre film, così parlò Bellavista

