Canto interiore di stupore[1]
O Signore
quanto desideri
la nostra felicità
la felicità dei tuoi figli
così amati
realizzati in te d’umanità
per naturale dono
della nostra persona
in fratellanza di fatica e gioia
Dio della Vita
nella Vita prodigata
feconda d’abbondanza
affinché possiamo venire
alla luce di noi stessi
nella tua luce splendere
come creature del Creato
desiderate e amate
e senza forzata esterna ascesi
ma discesa nel proprio cuore profondo
a cercare, attendere
sentire sorgente
slancio d’esistenza
che rivela il tuo
e nostro vero volto
il vivere assieme
di giorno in giorno
accoglienza, servizio, perdono
perché è nella tenebra
nella nostra povertà
che siamo cercati
con discrezione
pazientemente chiamati
in debordante fiducia
abbraccio, premuroso gesto
perché è nell’umano spirituale
consapevolezza d’amore
che incontriamo
il divino del tuo e nostro nome
matrice di realtà
responsabile scelta
dignità della nostra persona
ed è meraviglia, stupore
dinanzi all’essere, libero
che lentamente sorge
risorge, emerge, palpita, vive
esiste naturalmente
forma, volto, nome
compimento di se stesso
canto interiore di pienezza
in questo tuo e nostro mondo
Tu, l’Alfa e l’Omega
nel tempo di umane relazioni
la nostra pace di relazione, qui con l’Eterno.
2020 – 2021
(foto copertina: J. M. Folon)
[1] Scritto poetico ispirato dalla lettura di “Dalla cenere la vita” di P. Scquizzato

