Dal ghetto al sogno realizzato nel calcio con Napoli nel cuore
I sogni non hanno limiti, né ostacoli che tengano per una storia partita da Napoli, condita da tinte forti dell’Africa. Il protagonista è Ailton Jorge dos Santos Soares, conosciuto da tutti come Dodo’. A 30 anni sta, infatti coronando il suo sogno, quello di giocare a calcio ad alti livelli dopo un’infanzia non proprio rosea.
E’ nativo di Capo Verde, un arcipelago di dieci isole vulcaniche nell’Oceano Atlantico a circa 500 chilometri al largo del Senegal, abitato da 500mila persone.
Dodò è in testa al campionato di calcio a Malta con l’Hamrun Spartans, capolista della Premier League. La sua squadra è avanti di sette lunghezze (58 a 51) sull’Hibernians a sette giornate dal termine. In caso di vittoria del campionato potrà misurarsi anche in Champions, nei preliminari. E in più è stato convocato con la sua nazionale per l’amichevole con il Camerun. La storia calcistica di Dodò è iniziata a Napoli.
E’ arrivato da clandestino nel 2009 a soli 18 anni. Riesce però subito ad integrarsi nell’enclave capoverdiano del quartiere di Montesanto: Napoli sa accogliere come pochi. Si arrangia con lavoretti saltuari: idraulico, elettricista, ma la sua testa è concentrata sul calcio.
E incomincia a giocare nel calcio amatoriale. Tutti lo conoscono per la sua classe e velocità. Vince tutto quello che c’è da vincere perché i mezzi tecnici non gli mancano. E un giorno sui campi con la maglia della squadra del Mindelo (che prende il nome da un’isola vicino a Capo Verde) affronta proprio l’AfroNapoli (ora Napoli United) del presidente Antonio Gargiulo da sempre attenta all’integrazione: “Grande talento, rapido da attaccante esterno. Ce ne innamorammo calcisticamente e si aggregò a noi. Quell’anno c’erano in squadra tanti capoverdiani.
“Un misto di culture: africana, portoghese e brasiliana. L’allegria, la spensieratezza e il modo di affrontare il calcio sono unici. Sono contento per i suoi successi: è un ragazzo di gran cuore. A Napoli ha trovato una seconda famiglia perché si è sempre trovato benissimo. E’ stato un protagonista della nostra squadra e si merita il massimo”.
Nei tornei amatoriali vince tutto, ma non può giocare nei campionati ufficiali Figc perché sprovvisto di documenti. Nel 2016 accetta, su suggerimento proprio di Gargiulo, di andare a Procida in Eccellenza. Due anni e poi torna all’Afro in Promozione: segna 30 gol e arriva il sospirato salto di categoria. I tempi sono maturi per il calcio che conta davvero: accetta l’offerta che arriva da Malta. Qualche problema di ambientamento alla prima stagione, la morte del padre che ha inciso sicuramente sul suo rendimento e il sorriso e una tranquillità comunque ritrovata.
Quest’anno si è superato: 14 gol e tanti assist e tanti premi come miglior giocatore, insomma l’esplosione seppur tardiva di un talento del calcio. Le sue prestazioni, però, non sono rimaste inosservate. E qualche club di campionati più importanti lo sta monitorando da tempo: il sogno di Dodo’ continua, con Napoli nel cuore.



