In occasione della registrazione di una puntata di Retropalco, il programma radiofonico che va in onda ogni mercoledì e in replica ogni sabato, dove a grandi nomi si alternano gruppi e musicisti emergenti, ma anche addetti ai lavori, ricco di momenti speciali, abbiamo intervistato Fabio Martini, creatore di prima “Radio Nostalgie” e poi “Radio Ti Ricordi”, che sta riscuotendo notevole successo, e Guido Tognetti.
(ndr. Retropalco va in onda il mercoledì alle 18 e in replica il sabato alle 9)
D. Radio ti ricordi. Perché? da dove nasce?
Fabio : Radio ti ricordi nasce da un’idea di tantissimi anni fa di fare una radio che non c’era. una radio basata sul ricordo ma anche sulle cose di oggi. Se esiste la musica oggi è perché è esistita la musica ieri, quindi gli spunti musicali sono anche quelli di ieri. Il “…ti ricordi” non è soltanto l’idea di far ascoltare la musica del passato, ma è un idea di pensare alle radici che hanno poi creato anche la musica dell’oggi.
D. Una radio aperta anche agli artisti emergenti. Non è casuale la presenza di Guido Tognetti (ndr. esperto di musica, oltre a dare vita a vari tour di Claudio Baglioni, infatti, Guido Tognetti è sempre stato molto sensibile ai gruppi emergenti ed alle nuove realtà musicali). Qual’è l’obiettivo primario?
Fabio : beh! lui è un emergente!
Guido : Sono molto emergente (ndr. sorridono). L’idea di fare in questo programma, che come sai si chiama “Retropalco”, uno spazio giovane è da tanto che ce l’avevamo e l’anno scorso lo avevamo anche provato e saggiato in alcuni momenti dove coinvolgevamo dei musicisti, cantautori, a suonare dal vivo e presentare i loro lavori. Vedendo il successo anche di pubblico di ascolto nel proporre persone, autori, artisti nuovi, quest’anno ci è venuta proprio l’idea di creare questo spazio, che si chiama “Le voci di domani”, e in ogni puntata avere delle persone che hanno chiaramente registrato, preparato, fatto già un po’ il mestiere del musicista e per dar modo comunque di potersi raccontare, di poter proporre la propria musica in questo periodo in cui la comunicazione è così tanta che sembra quasi che venga a mancare.
D. Come si dice, allora, spazio ai giovani…
Fabio : non solo. Perché all’interno della trasmissione abbiamo anche “la vecchia guardia” se così possiamo chiamarla. Abbiamo tanti fiori all’occhiello che anche tramite Guido, hanno partecipato alla trasmissione, hanno accettato ben volentieri di venire qui in studio a parlare, a suonare, a raccontarsi. Ricordiamo ad esempio che sono stati con noi due volte i Pooh, c’è stato Claudio Baglioni, Luca Carboni, Anna Oxa, Patti Pravo, veramente tanti. E tutti alla fine ci hanno detto la stessa cosa “ma che bello, qui si può parlare, non c’è un problema di tempi, si possono esprimere concetti”. Quando Anna Oxa è arrivata e le abbiamo detto che l’intervista avrebbe fatto sì che si ascoltasse tutto il suo nuovo disco, è rimasta sbalordita. Perché oggi non esistono radio che fanno cose di questo tipo. Oggi bene che vada si fa ascoltare il singolo ed è finita lì poi.
D. Ancora Guido. Chi ti conosce, anche soltanto per eco, sa che la tua carriera attorno alla musica è stata, o meglio è, piuttosto notevole e vanta impegni che oltre a ruotare attorno a Claudio Baglioni, ruotano anche attorno ad altri artisti. Un consiglio che puoi dare a chi, in questo mondo, si sta affacciando non solo, come musicista, ma anche come produttore, come promoter di gruppi che valgono, in qualche modo.
Guido : Mah! Guarda, sai, qui si parla ultimamente, come ho detto anche recentemente ad un altra persona che mi chiedeva un po’ questo tipo di pensiero, si parla sempre di crisi. Secondo me l’unico sistema per arginare, per debellare la crisi è saltare l’ostacolo, quindi non parlarne più. E fare delle cose affinché non ci sia neanche più il tempo di parlare di questo problema. Personalmente ragiono sul fatto che la musica è patrimonio culturale del nostro vivere, non è una colonna sonora. E’ proprio il nostro vivere. Noi viviamo con la musica, e nella musica. Una volta mi sono immaginato come potrebbe essere la vita se chiudessero il rubinetto delle note e mi sono reso conto che non ci sarebbe nulla, nessun suono, nessun rumore, neanche un clic. Perché già un clic è musica, fischiettare in ascensore, andare in una banca dove trasmettono la radio della banca – che fa molto ridere, però lo fanno! – Noi ci siamo abituati a vivere tutto questo e credo che la cosa più bella sia stata quella di pensare di dare un consiglio molto semplice alle persone, quella di crederci. Come succedeva una volta, perché prima ci si credeva davvero, non ci si appoggiava solo, ad un talent show dove, magari per un esubero di persone ti dicono “No, non va bene”, ma ci si buttava dentro le cantine, nei garage, nelle soffitte o comunque dove c’era posto e si suonava. Si suonava, non per diventare qualcuno, ma si suonava per comunicare l’emozione. E’ l’emozione che vince. Ecco in questo momento, forse, la musica è un po’, non dico in declino, ma zoppicante, perché proprio ci siamo dimenticati che prima di mettere il foulard e gli occhiali scuri noi dobbiamo prendere uno strumento e scrivere delle canzoni perché vogliamo dire qualcosa a qualcuno. Prima di tutto a noi stessi e dopodiché agli altri. Il successo, i dischi, il palcoscenico, la gente, arriva molto dopo. Noi dobbiamo comunicare, perché la musica credo che sia il sistema migliore per trasmettere in maniera che il mondo intero ci capisca.
D. Adesso però questa domanda devo proprio farvela. Considerato che lavorate attorno alla musica, c’è una canzone in particolare, un brano, anche solo strumentale che vi tocca ogni volta che lo sentite, che non potete fare a meno di tenerlo presente nel cuore, visto che parliamo di emozioni, nella vita?
Fabio : Beh! ne cito due degli artisti che ho seguito sin da quando ero piccolino : Tamburi lontani, di Claudio Baglioni, e Il tempo, una donna, la città dei Pooh, di un album di un bel po’ di tempo fa.
Guido : Guarda io mi trovo in grave imbarazzo perché è sempre difficile riuscire a trovare UNA canzone, perché come dicevo prima le canzoni sono emozioni e stati emozionali, per cui a seconda di come stai nel tuo stato d’animo attuale puoi andare a scegliere una canzone. Penso che ci sia una canzone che mi viene in mente ogni volta che mi chiedono di pensare ad una canzone, non so dirti esattamente perché, ma in quel momento io ci vedo un viale in autunno, ed è sicuramente il motivo per il quale cito quella canzone, anche se ci sono dei violini che non sono mai stati accettati dal gruppo che l’ha creata, che io invece trovo splendidi. Quindi esattamente il contrario. Si chiama The long and winding road, dei Beatles.
Nata nel 1976, “Radio ti ricordi” (prima si chiamava Radio Tuscolo, poi Radio Jolly Stereo, fino a Radio Nostalgie nel 1991) attraverso i contatti con i collezionisti, con le vecchie e nuove case discografiche, le visite continue all’archivio della RAI e la ricerca disperata tra le cantine e le soffitte di parenti e amici alla ricerca disperata di dischi, nastri e bobine di quegli anni ha dato vita ad un nuovo modo di fare radio, forse neanche poi tanto nuovo, che è quello che ti invita a sognare, a lasciare che le canzoni, la musica, siano ciò che sono veramente : emozioni da sentire con il cuore, o con la pancia, prima ancora che con la testa. Vincitori del TELEGATTO da parte di Sorrisi e Canzoni TV tra quotidiani e TV di stato sono apparsi un po’ ovunque, e il loro modo di fare radio è diventato un vero e proprio modello da copiare. Da qui la voglia di cambiare di nuovo tutto e creare il format attuale di Radio Ti Ricordi. Una radio che in tutto e per tutto ricalca quello che era Nostalgie, ma con toni più moderni e accattivanti. Non solo anni 60,ma anche anni 70,80 e 90, con più di qualche successo di oggi, e largo spazio alle novità dei grandi artisti che vengono ormai trascurati dai network. Paolo la mattina dalle ore 7,00 Luca dalle ore 10 David dalle ore 13,30 e Fabio dalle ore 16. Mentre il fiore all’occhiello è la quarta stagione di RETROPALCO, condotto da Fabio Martini e Guido Tognetti, con la novità del programma nel programma che è Le voci di domani, lo spazio dedicato a musicisti emergenti.
Convenendo dunque con questi due “uomini di parola” non possiamo far altro che salutarli con un sorriso e attendere il prossimo appuntamento radiofonico.
Di seguito il link dell’audio intervista. Buon ascolto.





1 Commento
siete due uomini in gamba da imitare avete fatto una cosa bellissima specie per noi vecchietti rimasti incollati agli anni 60 e per me quella musica rimane immortale ancora oggi viene ascoltata. ora ho un problema che sono sicuro voi riuscite a risolvere ,ho tutte le canzoni degli anni 60 ma una non riesco a sapere il titolo e chi la canta ha un testo con poche parole cantata da un duo mi è diventato un chiodo fisso se vi mando l’audio potreste aiutarmi sono sicuro che potete un grazie di cuore